Sanità

apr182017

Anoressizzanti, il caso di "Mi Manda Rai3". Insorgono gli Ordini

 Anoressizzanti, il caso di “Mi Manda Rai3”. Insorgono gli Ordini
Ancora una volta il tema dei farmaci, in questo caso gli anoressizzanti, è oggetto di una trattazione mediatica: durante la trasmissione "Mi manda Rai 3" andato in onda giovedì 13 aprile, si è parlato del caso di una donna che per perdere peso si è rivolta a un medico dietologo che le ha prescritto, senza procedere a visite accurate, stando a quanto riportato in trasmissione dal fratello della donna, una ricetta per una preparazione magistrale contenente, tra gli altri principi attivi, anche fenilpropanolamina e bupropione. Secondo i fatti raccontati, dopo l'assunzione del farmaco, preparato e dispensato da una farmacia indicata dal medico, la donna è entrata in coma con gravi danni permanenti alla salute.

Immediata la risposta degli Ordini i cui rappresentanti nazionali erano presenti in trasmissione. «Ci sono gli estremi per fare una convocazione del medico coinvolto per una prima audizione con il presidente provinciale» ha affermato Roberta Chersevani presidente Fnomceo «e poi si passerà il caso alla commissione disciplinare». Sul fronte dei farmacisti, Andrea Mandelli presidente Fofi ha chiesto direttamente in trasmissione che gli fossero forniti i dati, a cominciare dalla copia della prescrizione, necessari ad avviare l'azione dell'Ordine dei Farmacisti territorialmente competente e ha poi comunicato di «aver già formalizzato la richiesta alla redazione della trasmissione». E ha aggiunto: «Abbiamo tutti il dovere di non abbassare mai la guardia e di mantenere la massima attenzione: il farmacista non è un passacarte ma ha responsabilità precise verso il cittadino, la legge e anche la scienza».

Per entrare nel merito del caso portato alla ribalta mediatica abbiamo chiesto a Maurizio Cinipresidente Asfi un chiarimento su quanto riportato durante la trasmissione di cui fa notare imprecisioni e scorrettezze.
Per cominciare, sottolinea, «Si è preso lo spunto da un episodio tutto da verificare alla luce delle conclusioni della Magistratura, di una donna che avrebbe subito, nel 2014, lesioni gravi dall'uso di due o tre capsule di una miscela di sostanze tra le quali compariva la fenilpropanolamina. Nel servizio viene detto che si tratta di sostanza vietata. Il medico avrebbe quindi prescritto la formula magistrale ed il farmacista l'avrebbe preparata nonostante il divieto. Questo è ciò che l'ascoltatore ha recepito». Tuttavia, chiarisce subito Cini, «la fenilpropanolamina è stata vietata con decreto ministeriale del 20 maggio 2015. Quindi all'epoca del fatto denunciato non era vietato prescriverla e prepararla magistralmente. Nel servizio poi viene evocato anche un altro decreto ministeriale risalente all'anno 2000 col quale si vietava la prescrizione e l'allestimento di preparazioni contenenti sostanze anoressizzanti senza individuarle. Ebbene tale decreto è stato pesantemente censurato dal Consiglio di Stato il quale ha, di fatto, annullato tale previsione ritenendo dovere del Ministero della salute elencare analiticamente le sostanze vietate sulla base di attendibile istruttoria». Durante i servizi a un certo punto si parla anche di bupropione come anoressizzante, fa notare l'esperto e spiega: «Niente di più falso, proprio per le corrette affermazioni precedenti che classificano la sostanza come antidepressivo, peraltro sostanza regolarmente in commercio in medicinali autorizzati dall'Aifa. Grave è poi avere mostrato la ricetta a base di bupropione con il nome e cognome del paziente, che non riporto qui per non aggravare il danno commesso, con buona pace della privacy dei dati sensibili».

«Trasmissioni che attengono alla salute dovrebbero essere attentamente monitorate dalle autorità sanitarie, non certo per censurarle ma per impedire che false convinzioni si facciano strada nel cittadino con evidente distorsione delle proprie scelte di salute.

Inoltre, sarebbe stato più opportuno ricordare l'iter che ha portato alla condivisione tra Ministero della salute, medici e farmacisti delle scelte in materia di preparazioni magistrali. È stato costituito infatti un tavolo di concertazione delle scelte, del quale ho fatto parte come presidente di Asfi, che ha portato al decreto 31 marzo di modifica a quello del 22 dicembre 2016 dove si sottolinea il principio del monitoraggio delle preparazioni magistrali e si impone al medico di riportare in ricetta lo scopo di controllo del peso quando formulano prescrizioni per tale esigenza».

Simona Zazzetta
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