Sanità

nov252016

Abolizione ticket, Zingaretti: la sanità del Lazio riprende quota

Abolizione ticket, Zingaretti: la sanità del Lazio riprende quota
Dal 1° gennaio 2017, i cittadini del Lazio non dovranno più pagare il contributo fisso aggiuntivo al ticket nazionale, e potranno risparmiare 20 milioni di euro. A questo si aggiungono anche nuove assunzioni: in tutta la regione, dall'anno in corso fino al 2018, verranno assunte oltre 3.502 unità di personale. È la rotta tracciata dal presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, che nell'intervista a Farmacista33 fa il punto sulle misure adottate fino ad oggi in tema di sanità e annuncia nuove strategie di intervento per il futuro. «La spending review - dice - resta un processo necessario di governo. Che però va orientato con forza in un'unica direzione: quella dell'innovazione e dell'efficientamento».

Presidente, avete annunciato che da gennaio abolirete il ticket su alcune prestazioni sanitarie. Ma da dove verranno recuperati quei soldi?
Dal 1° gennaio 2017, i cittadini del Lazio non dovranno più pagare il contributo fisso aggiuntivo al ticket nazionale, e potranno risparmiare 20 milioni di euro. Questa novità è frutto del risanamento dei conti: quando questo contributo fu introdotto, il disavanzo viaggiava intorno al miliardo e 700 milioni di euro. Quando siamo arrivati in Regione, nel 2013, il disavanzo si attestava sui 669 milioni. Nel 2015, il disavanzo è sceso a 332 milioni. La stima per il 2016 è di un ulteriore dimezzamento: ci dovremmo attestare, infatti, per l'anno in corso, a un disavanzo intorno ai 160 milioni di euro. Si tratta di un risultato straordinario. Dopo anni di sacrifici sulle spalle delle famiglie, abbiamo la possibilità quindi di invertire rotta. Questo è il primo provvedimento che va a toccare il carico fiscale sulla sanità dovuto al piano di rientro. È il primo passo verso il recupero di condizioni di normalità nella gestione del sistema sanitario regionale. In particolare, per una risonanza magnetica o una Tac si passerà da 61,10 a 41,10 euro; per la fisiokinesiterapia da 51,10 a 46,10 euro; per visite specialistiche ambulatoriali e Apa, da 50,10 a 46,10 euro. I soldi verranno recuperati da minori spese, lotta agli sprechi o all'evasione come abbiamo fatto con il recupero dei ticket non pagati, azione che lo scorso anno ha permesso di recuperare 12 milioni e 400mila euro. Non è una mossa avventata, è alla nostra portata, ce la possiamo fare.

I detrattori di questa iniziativa si appellano al fatto che si alleggeriscono solo tre prestazioni. Cosa risponde?
Questo è un atto di giustizia sociale. E mi pare singolare che qualcuno protesti. Togliamo tasse per 20 milioni. Sono super ticket quelli che in alcuni casi rendevano una prestazione più costosa nel pubblico che nel privato, favorendo la crescita della spesa sanitaria privata. Con il varo di questo provvedimento fermiamo un processo dettato dalle esigenze del "piano di rientro", che è stato fattore di squilibrio nell'accesso alle cure e ristabiliamo alcune condizioni di uguaglianza, perché le tre prestazioni torneranno ad avere un costo minore rispetto a quello attuale e in linea con quello di altre Regioni con i conti a posto.

Ha annunciato una prossima uscita dal commissariamento, cosa comporterà per i cittadini del Lazio?
Ci troviamo di fronte a uno snodo fondamentale per la sanità del Lazio. Stiamo riuscendo a rimettere a posto i conti della sanità e, insieme, per la prima volta da anni, a innalzare la qualità delle cure. Stiamo cioè dimostrando che si può intervenire in maniera efficace sulla qualità della spesa. Laspending reviewresta un processo necessario di governo. Che però va orientato con forza in un'unica direzione: quella dell'innovazione e dell'efficientamento. I frutti dell'aggressione a tutte le sacche di spreco e dei malfunzionamenti, che ancora esistono, e della gestione virtuosa dei processi vanno reinvestiti continuamente su obiettivi precisi di innovazione organizzativa e tecnologica, nei servizi o nella riduzione del peso di cui i cittadini del Lazio si fanno carico per compartecipare alla spesa sanitaria. Questa la strada che abbiamo tracciato insieme allo sviluppo della sanità territoriale, dei programmi di presa in carico dei cittadini portatori di patologie croniche. Questa è la strada tracciata per riportare nel sistema robuste dosi di uguaglianza nell'accesso alle cure. È quella che stiamo costruendo, quella da seguire anche dopo l'uscita dal piano di rientro.

L'imminente referendum che ipotizza una minore libertà delle regioni di decidere e di legiferare anche e soprattutto in campo sanitario, aiuterebbe in decisioni di questo tipo e cosa potrebbe modificare nel Lazio nell'immediato?
La riforma mette le Regioni nelle condizioni di partecipare alla formazione delle leggi statali, dialogando attraverso il Senato con la Camera, permettendo così la nascita di un luogo di collaborazione di altissimo livello grazie al quale le Regioni non dovranno semplicemente subire le scelte centrali, ma potranno aiutare lo Stato a decidere meglio. Questo vale anche per materie fondamentali come la sanità, che credo sia forse l'esempio più lampante di come il regionalismo prodotto dalla riforma del Titolo V del 2001 non abbia funzionato correttamente. Io credo che la riforma costituzionale possa aiutarci a costruire un sistema sanitario più giusto e uniforme nel Paese, da una parte, e dall'altra possa aiutare le Regioni - togliendo loro alcune competenze - a concentrarsi sulle loro attività "core", tra cui c'è ovviamente la costruzione di una solida rete di servizi socio-sanitari.


Rossella Gemma
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