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nov42015

Aborto farmacologico, Ministero: in aumento uso Ru486

Aborto farmacologico, Ministero: in aumento uso Ru486
Se gli aborti in totale calano, aumentano quelli fatti utilizzando la pillola Ru486, usata nel 12,1% dei casi. È questo uno dei dati che emergono dalla relazione annuale del ministero della Salute sullo stato di attuazione della legge 194. L'approccio farmacologico con Mifepristone (Ru486) e prostaglandine è utilizzato in Italia dal 2005 presso alcuni istituti per l'interruzione della gravidanza ma fino al 2009, spiega il Rapporto ministeriale, non era in commercio ed era necessario acquistarlo all'estero. A partire dal 2010 l'uso si è esteso in tutte le Regioni tranne Abruzzo e Calabria e nel 2011 non è stato utilizzato solo nelle Marche. I dati parlano di un incremento complessivo nell'uso con variazioni da Regione a Regione. I valori percentuali più elevati si osservano nell'Italia Settentrionale, in particolare in Liguria (30,5%), Valle D'Aosta (27%), Piemonte (23,3%) e Emilia Romagna (21,8%). Piuttosto basso il dato toscano (13,1%), nonostante si tratti della prima Regione nella quale sia stato introdotto il farmaco. Il Veneto sta intorno al 7% e il Lazio al 5%. Nel 96,9% dei casi, continua la relazione ministeriale, non c'è stata nessuna complicazione per le donne che hanno assunto il farmaco. Infine rispetto alle caratteristiche socio-demografiche delle donne che hanno fatto ricorso a questo metodo, anche se in generale sono meno giovani, più istruite, in maggior proporzione di cittadinanza italiana e nubili rispetto a tutte le altre che hanno abortito con altra metodica.

Marco Malagutti
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