Sanità

feb102016

Accorpamento Comuni e Case della salute. Rurali temono perdita dei servizi in piccoli centri

Accorpamento Comuni e Case della salute. Rurali temono perdita dei servizi in piccoli centri
«I cittadini dei piccoli comuni perdono i servizi, mentre chi abita nei centri più grandi ci guadagna». È questo secondo il segretario nazionale del Sunifar Roberto Grubissa il possibile effetto della legge nazionale sull'accorpamento dei Comuni sotto i 5.000 abitanti. A riportare d'attualità la bozza, presentata a metà novembre nell'aula di Montecitorio dal parlamentare del Pd Emanuele Lodolini e ora rinviata alla Commissione Affari costituzionali della Camera dei Deputati, il Convegno organizzato dalla regione Lombardia, domenica scorsa, in cui proprio i farmacisti rurali hanno sollevato la questione della creazione di Case della Salute nei comuni capofila che comporterebbe l'esodo dei medici di famiglia dai paesi più piccoli. «Come sindacato» spiega Grubissa «ci siamo da tempo già mossi in questo senso creando delle partnership con l'Associazione nazionale piccoli comuni d'Italia e Senior Italia, che condividono la nostra posizione in fatto di accorpamenti».

Per Grubissa, infatti, in caso di fusione si verrebbe a disgregare quello che è il tessuto sociale sanitario dei piccoli paesi. «Non possiamo dimenticare che chi abita in quelli più piccoli resta completamente sguarnito e questo perché la legge Del Rio ha sì previsto l'accorpamento per la razionalizzazione, ma non ha previsto come risolvere i problemi che ne scaturiscono. Chi prima aveva dei servizi, seppur minimi, non avrebbe così più nulla». Secondo la proposta di legge, poi, le Regioni che non provvederanno ad attuare le disposizioni perderanno fino a metà dei contributi, ad eccezione, sembrerebbe però, di quelli legati a sanità e trasporti. «Nei piccoli comuni - aggiunge il sindacalista - abitano soprattutto anziani e saranno questi che subiranno di più gli accorpamenti. Così come per altri servizi, la farmacia invece di restare nella piazza del piccolo paesino verrebbe spostata forzatamente e decentrata, magari, su una strada periferica ad alta percorrenza». E Grubissa aggiunge: «Con le due associazioni con cui abbiamo siglato un accordo di intenti, stiamo portando all'attenzione dei politici queste problematiche dei comuni più piccoli, così da scongiurare che si realizzino tragiche situazioni di assenza di servizi primari del Ssn».

Rossella Gemma
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