Sanità

nov262019

Acido folico e gravidanza, Iss: si assume ancora troppo tardi

Acido folico e gravidanza, Iss: si assume ancora troppo tardi

Le donne assumono acido folico in occasione della gravidanza, solo una minoranza lo fa dal momento in cui inizia a pensare a una gravidanza fino alla fine del terzo mese di gestazione

La quasi totalità delle donne assume l'acido folico in occasione della gravidanza ma ancora poche lo fa in maniera appropriata, cioè da quando si inizia a pensare a una gravidanza fino alla fine del terzo mese di gestazione. È uno dei dati emersi da un'indagine del Sistema di sorveglianza sui determinanti di salute nella prima infanzia, coordinato dall'Iss, a cui partecipano 11 regioni, promosso e finanziato dal Ministero della Salute, e illustrato oggi nel corso del convegno dedicato a questa Sorveglianza.
Lo studio ha coinvolto circa 30.000 mamme intercettate nei centri vaccinali tra dicembre 2018 ed aprile 2019. «Nel periodo compreso tra il concepimento e il compimento del secondo anno di vita si pongono le basi per lo sviluppo psico-fisico del bambino - dichiara Angela Spinelli, direttrice del Centro nazionale prevenzione delle malattie e promozione della salute dell'Iss -. La nuova Sorveglianza raccoglie importanti informazioni su alcuni determinanti di salute dei bambini, mostrando ampia variabilità nei comportamenti e ampio margine di azione e di miglioramento. I risultati, se evidenziano che ormai molti genitori hanno compreso l'importanza di mettere a dormire i neonati a pancia in su ed è diminuita la percentuale di mamme che non allattano, mettono anche in risalto che ancora solo una mamma su 4 allatta il proprio bambino in maniera esclusiva a 4-5 mesi di vita e ancora molte non assumono l'acido folico prima dell'inizio della gravidanza».

Tra gli argomenti sondati l'uso corretto dell'acido folico che prevede l'assunzione quotidiana di 0,4 mg di acido folico (vitamina B9) da quando la coppia comincia a pensare a una gravidanza fino alla fine del terzo mese di gestazione, protegge il bambino da alcune gravi malformazioni congenite.
Oltre il 97% delle mamme nelle regioni partecipanti alla Sorveglianza ha assunto acido folico in occasione della gravidanza, ma poco più di un quinto di loro (21,7%) lo ha fatto in maniera appropriata per la prevenzione delle malformazioni congenite, con una variabilità per regione compresa tra il 16,7% e il 35,7%.
È stato anche rilevato che la quasi totalità (93,8%) delle mamme riferisce di non aver fumato in gravidanza, la maggioranza (64%) mette a dormire il proprio bambino a pancia in su nel rispetto di quanto raccomandato per prevenire la morte improvvisa in culla e l'80,5% intende vaccinare i propri figli ricorrendo sia alle vaccinazioni obbligatorie che a quelle raccomandate. Risulta invece alta la percentuale di bambini potenzialmente esposti a fumo passivo a causa della convivenza con almeno un genitore e/o un'altra persona fumatrice (41,9%). Troppo pochi i bambini allattati in maniera esclusiva per il tempo raccomandato dall'Oms: appena il 23,6% a 4-5 mesi di età. Un bambino su dieci risulta inoltre non essere mai stato allattato.
Circa il 15% delle mamme di bambini con meno di 6 mesi riferisce di avere difficoltà nel farli stare seduti e allacciati al seggiolino, quota che sale al 34,2% sopra l'anno di età; troppi, infine, i bambini che passano del tempo davanti a uno schermo già a partire dai primi mesi di vita: il 34,3% dei piccoli sotto ai 6 mesi e ben il 76,4% dei bambini oltre l'anno di età.
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