Sanità

set32015

Aderenza alla terapia migliora se interviene anche il farmacista

Aderenza alla terapia migliora se interviene anche il farmacista
I farmacisti condividono le preoccupazioni dell'Aifa a proposito dei dati sulla scarsa aderenza alla terapia, confermati anche dalla sperimentazione dell'Mur nel corso della quale è stato provato che per migliorarla serve l'intervento di tutti i professionisti sanitari, a cominciare dai farmacisti. Commenta così Andrea Mandelli presidente della Federazione degli ordini dei farmacisti italiani, quanto espresso nelle scorse settimane dall'Agenzia italiana del farmaco in merito al fenomeno con riferimento ai dati contenuti nel Rapporto Osmed. Dati che sono stati confermati anche dalla prima sperimentazione condotta da Fofi sui pazienti asmatici: «Solo il 18% dei pazienti» sottolinea Mandelli «non presenta alcun problema con la terapia prescritta: il 46% dimenticava di assumere i farmaci o li assumeva scorrettamente e il 60% presentava qualche difficoltà nell'uso dei medicinali prescritti».
Ma c'è un altro «dato scientificamente provato» spiega Mandelli: «Aumentare l'aderenza alla terapia è un compito che richiede l'intervento di tutti i professionisti sanitari, a cominciare dai farmacisti». Mandelli ricorda che in Inghilterra, le farmacie accreditate hanno eseguito nel primo semestre 2015 oltre un milione e trecentomila prestazioni a supporto dell'aderenza terapeutica. L'intervento, spiega, «consisteva nella revisione dell'uso dei medicinali (Mur, Medicine use review) che la Federazione degli ordini ha sperimentato in Italia e sulla quale ha promosso uno studio randomizzato e controllato di cui a breve verranno comunicati i risultati. Questo studio, che si chiama Re I-Mur ed è stato condotto in 10 regioni, è già stato segnalato dal Nice inglese per la sua impostazione rigorosa e innovativa».
Dalle prime analisi si conferma che l'intervento del farmacista in collaborazione con il medico curante può migliorare lo stato di salute del paziente e ridurre il costo dei trattamenti. «È uno strumento fondamentale per la gestione delle malattie croniche» commenta il presidente della Fofi «che ha dato un contributo significativo al miglioramento del processo di cura in paesi come il Canada e la Nuova Zelanda, ma anche in Belgio. Come rappresentanza della professione abbiamo ritenuto importante studiare e adattare l'Mur alla realtà italiana e offrire questo strumento alla sanità italiana a vantaggio, in primo luogo dei cittadini. Chiediamo quindi che i mezzi e le strategie per aumentare l'aderenza alle terapie vengano messi all'ordine del giorno della Conferenza Stato Regioni: la Federazione degli Ordini è pronta a presentare proposte concrete».

Simona Zazzetta

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