Sanità

giu62014

Aesgp a Londra: regole più semplici per accesso a mercato Otc

farmaci blister

Semplificazione e innovazione: sono queste le parole chiave del 50mo meeting dell'Aesgp, l'Associazione europea dei produttori di farmaci di automedicazione, appena conclusosi a Londra. Il segmento dell'Otc è destinato a crescere a livello mondiale del 5-6% tra il 2013 e il 2025, secondo i dati presentati da Joe Jimenez, ceo di Novartis, ma questo accadrà soprattutto grazie ai mercati emergenti. Semplificazione e innovazione sono dunque indispensabili per l'incremento dell'automedicazione anche negli altri Paesi. In Europa, il mercato di questi medicinali a valore è il 15,4% del mercato farmaceutico totale. Il corrispondente dato italiano è 13,7%. Nel nostro Paese, a differenza che in altri, non sono di automedicazione, per esempio, i farmaci per l'ipertrofia prostatica benigna e le statine. Procedure regolatorie troppo rigide, che allungano i tempi degli switch e mancanza di prodotti nuovi, che soddisfino i reali bisogni dei pazienti: sono questi i due scogli che rendono più complesso l'accesso del paziente a questi farmaci, in Paesi come il nostro più che in altri. Generalmente si attendono almeno cinque anni di osservazione medica prima di procedere alla richiesta di registrare un farmaco su prescrizione come Otc. «Potrebbero diventare due per alcuni gruppi specifici di pazienti e per precise indicazioni» ha spiegato il direttore dell'Ema, Guido Rasi. «E si dovrebbe anche cominciare a pensare a modelli di ricerca e sviluppo innovativi e a percorsi più snelli per la registrazione di nuove molecole, che entrino subito nel mercato dell'automedicazione, in poco tempo, non più di un anno. In questo ci saranno di supporto le nuove tecnologie». Rasi ha parlato di App dedicate che potrebbero aiutare a valutare la compliance e l'aderenza alla terapia, con il coinvolgimento dei medici di medicina generale per studi osservazionali. «Una proposta molto interessante, che crea una corsia preferenziale per l'Otc» ha commentato il presidente di Assosalute Stefano Brovelli, «dando alle aziende la possibilità di investire nell'automedicazione con maggiore convinzione, per andare incontro alle richieste crescenti di autocura della popolazione. Oggi le aziende puntano sulla nutraceutica: se ci fosse una semplificazione delle regole di accesso al mercato dell'Otc e corsie preferenziali e più rapide, ricomincerebbero invece a investire sui farmaci di automedicazione. Per favorire questo comparto è però necessaria una volontà politica, che si concretizzi, oltre che in procedure più snelle, in campagne di comunicazione al cittadino».

Laura Benfenati


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