Sanità

mar232016

Affidamento diretto comunali, no dell'Antitrust. Gizzi: procedure legittime e trasparenti

Affidamento diretto comunali, no dell’Antitrust. Gizzi: procedure legittime e trasparenti
È avvenuto nella più totale legittimità e rispetto delle norme l'affidamento diretto della gestione di alcune farmacie comunali campane e laziali che, negli ultimi mesi, ha scatenato polemiche da parte di diverse associazioni, fino ad arrivare alla doppia denuncia sia da parte di Federfarma (sedi provinciali campane di Caserta, Salerno, Benevento, Napoli e Avellino) e dell'Ordine dei farmacisti di Napoli, Benevento e Salerno, che da parte del Comitato "Cittadini di Bracciano in movimento". «Abbiamo tutti i documenti che dimostrano la legittimità di ciò che è stato fatto e siamo pronti a presentarli all'audizione che faremo con la Regione Campania in sede di commissione dopo Pasqua. L'incontro doveva tenersi già la scorsa settimana ma è stato rimandato. Le farmacie vanno assegnate attraverso le leggi, se ci sono dei vizi legislativi ha senso denunciare, ma se non ci sono è sbagliato attaccarsi ad una serie di sistemi di natura giudiziaria».

Con queste parole Venanzio Gizzi, presidente Assofarm, parlando con Farmacista33 risponde alle polemiche che continuano a rumoreggiare tra Campania e Lazio. L'AutoritàÌ garante della concorrenza e del mercato ritiene che «l'affidamento diretto, ossia in assenza di gara, della gestione di farmacie comunali a societàÌ miste a prevalente capitale privato tramite la semplice adesione dei Comuni che ne sono titolari al Consorzio intercomunale per i servizi socio sanitari (Ciss) o al Consorzio intercomunale delle farmacie laziali (Coifal) possa comportare problemi da un punto di vista antitrust, in quanto, sottraendo al meccanismo concorsuale l'affidamento delle nuove sedi farmaceutiche, ovvero di quelle che si rendono vacanti, elimina, in relazione ad esse, la possibilitàÌ di una concorrenza per il mercato», come riportato nel Bollettino ufficiale dell'AutoritàÌ garante della concorrenza e del mercato. Dal canto suo, Assofarm ribadisce di aver chiesto insieme all'azienda di Napoli Coifal, a firma congiunta, un'audizione alla commissione regionale preposta: «in quella sede presenteremo le giuste ragioni e i buoni motivi sugli argomenti in merito - sottolinea Gizzi - Daremo spiegazioni e delucidazioni sulla bontà delle azioni che sta compiendo l'azienda napoletana con i comuni della Campania. Assofarm con le farmacie comunali è lontana anni luce a fare denunce o esposti o agire su vie legali se prima non si affrontano le questioni sui tavoli preposti dove si è delegati ad operare per sostenere gli interessi di categoria. Il sistema farmaceutico italiano - prosegue Gizzi - si regge su due pilastri: il pubblico e il privato. Nel momento in cui uno di questi due sistemi, nella fattispecie il pubblico, dovesse saltare, significa che salta in aria il sistema della distribuzione farmaceutica in Italia. La leggerezza nel denunciare nei confronti dell'apertura delle farmacie comunali significa che c'è una miopia di carattere generale».

Attilia Burke
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