Sanità

feb42013

Agenzia delle entrate, studi di settore in revisione. Anche per le farmacie

«Il farmacista non è più un imprenditore benestante». Dovrebbe essere questo aspetto, sottolineato da Enio Ghignoni, commercialista presso lo studio Falorni di Pisa, il presupposto guida dei nuovi studi di settore, annunciati la settimana scorsa dall’Agenzia delle Entrate. Per ora nessuna certezza, se non che le farmacie sono tra le attività economiche che l’Agenzia delle Entrate sottoporrà a revisione. «L’ultimo studio di settore riguardante le farmacie è relativamente recente, visto che risale al 2010» spiega il commercialista «ma nel frattempo le condizioni generali sono cambiate significativamente. Ed è appunto questo che prendono in esame gli studi di settore». C’è da aspettarsi una revisione al ribasso visto che «la redditività e i fatturati calano mentre gli adempimenti per le farmacie, tra i quali, per esempio, gli stipendi dei collaboratori, sono rimasti identici» spiega Ghignoni. Il fatto certo, perciò, è che «la farmacia non gode più delle rendite di cui ha goduto in passato». La revisione dovrebbe essere portata a termine entro fine febbraio «almeno in teoria» conclude l’esperto «ma i tempi potrebbero essere più lunghi visto che vengono interpellate le associazioni si categoria sulla questione, perché mettano a disposizione le loro osservazioni e segnalino gli eventuali punti critici».


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