Sanità

mag142011

Agevolazioni fiscali ai dipendenti, in arrivo primi patti territoriali

Si contano ancora sulle dita di una mano ma stanno crescendo gli accordi territoriali che recepiscono l’intesa nazionale del 18 aprile scorso tra Federfarma e sindacati confederali per le agevolazioni fiscali alle voci accessorie della retribuzione corrisposta ai dipendenti di farmacia. Il primo patto a livello regionale è stato stipulato nel Lazio e il primo d’ambito provinciale a Salerno (sono possibili entrambi i tipi d’intesa) mentre trattative risultano già avviate in Emilia Romagna, Veneto e Val d’Aosta. L’accordo di aprile, che deriva dall’articolo 1 della legge 220/2010, riconosce per il periodo d'imposta 2011 un’imposta sostitutiva del 10% sulle componenti dello stipendio relative a incrementi di produttività. In sostanza, sono sottoposte all’agevolazione le somme riguardanti lavoro supplementare, straordinario, turni (festivo e domenicale), compensi per clausole elastiche, flessibilità, reperibilità e via di seguito. Stesso discorso per le voci retributive del contratto di secondo livello, laddove è stato sottoscritto. Perché il collaboratore di farmacia si veda applicare l’imposta agevolata (che sostituisce quella per scaglione di reddito del 23, 27 o 38%) è necessario che i livelli territoriali delle organizzazioni sindacali coinvolte (Federfarma per i titolari, le sigle confederali per la dipendenza) sottoscrivano entro la fine dell’anno un’intesa ricalcata sullo schema nazionale del 18 aprile. Per questo motivo le sigle confederali (Filcams, Fisascat e Uiltucs) stanno esercitando pressioni perché sugli accordi ci sia un’accelerata. Da sottolineare che l’intesa non comporta per i titolari costi aggiuntivi e rappresenta un’opportunità per incentivare i dipendenti.


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