Sanità

giu232017

Aggiornamento Tariffa nazionale, Peretti (Asfi): affiancare a concetto di tariffa quello di onorario

Aggiornamento Tariffa nazionale, Peretti (Asfi): affiancare a concetto di tariffa quello di onorario
Nella procedura di aggiornamento della Tariffa nazionale, avviata con la convocazione del Tavolo ministeriale dedicato, è importante affiancare al concetto di tariffa quello di onorario perché il farmacista è un professionista e come tale va considerato. La riflessione è stata lanciata da Bianca Peretti vicepresidente dell'Asfi, associazione rappresentata al Tavolo, nel suo blog. La dottoressa Peretti condivide la «comprensibile soddisfazione di tutte le associazioni di categoria» per l'apertura del Tavolo condiviso con sette associazioni di categoria e aggiunge che «questo punto, si tratta di capire che cosa chiedere» dal momento che «la farmacia del 2017 non ha nessuna parentela con quella del 1993, tutt'altri costi di gestione, tutt'altra rendita, impegno e onere di lavoro completamente diversi».

Suggerisce quindi di riflettere su uno step successivo all'aggiornamento della tariffa, pur riconoscendo l'importanza di «vedersi riconosciuto il diritto a un adeguamento dei prezzi che in qualunque altro ambito sarebbe stato statuito direttamente nel decreto di partenza». E chiarisce: «Il farmacista è un professionista come stabilisce il decreto legislativo n. 206 del 2007 (che recepisce la direttiva UE) e come tale va considerato, per cui bisogna necessariamente affiancare al concetto di tariffa quello di onorario. Purtroppo, invece, la Tariffa del 1993 quantifica il lavoro del farmacista in base al Contratto Collettivo Nazionale dei dipendenti, togliendogli quindi un'identità professionale per riconoscergli solo un ruolo subordinato e privilegiando erroneamente il prodotto da vendere rispetto all'apporto professionale del farmacista». Peretti suggerisce di superare questa impostazione e valutare quali possano essere le «variabili che incidono sull'onorario». Dal suo punto di vista sono «sostanzialmente le stesse che influenzano gli onorari di tutte le altre professioni, dal chimico, all'avvocato, al medico, all'ingegnere: la complessità del lavoro, la necessità di precisione ed accuratezza, il rischio, il valore della materia prima, l'innovazione, la qualità. Ragionare per forma farmaceutica, come accade attualmente, non solo non ha più alcun significato, ma sposta l'attenzione da ciò che ha veramente valore a ciò che è mero accessorio. Infine, un'altra considerazione: in tutte le altre professioni l'onorario fissa soprattutto i limiti minimi a cui si deve attenere un singolo professionista, ma se un farmaco viene allestito in una farmacia certificata, con attrezzature sofisticate, sottoposto a controllo di qualità e prodotto in seguito a procedure rigorose e continuamente aggiornate, non può avere lo stesso valore di quello prodotto secondo le Norme di Buona Preparazione Semplificate ed è giusto che questo valore gli venga riconosciuto anche nel prezzo».


Simona Zazzetta
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