Sanità

mag32017

Aggregazioni, Federfarma Servizi: in Ue la spinta non è difensiva ma apertura a innovazioni

Aggregazioni, Federfarma Servizi: in Ue la spinta non è difensiva ma apertura a innovazioni
La spinta all'aggregazione delle farmacie, se si analizza lo scenario in molti Paesi Europei, non è tanto legata all'ingresso del capitale nel sistema, ma piuttosto alla necessità di gestire situazioni che richiedono processi standardizzati e procedure altamente specializzate, quali per esempio i farmaci innovativi, e di diventare interlocutori più idonei per nuovi soggetti presenti già in molti settori della sanità e che si stanno affacciando anche al mondo del farmaco, quali le assicurazioni. È questo uno degli spunti di riflessione per ripensare percorsi di valorizzazione e di sviluppo delle farmacie e della cooperazione che partiranno dal convengo "Autonomia imprenditoriale e sistema evoluto di rete" organizzato da Federfarma Servizi sabato (ore 1630, Sala Madrigale - Pad.36 - 1 piano) nell'ambito di Cosmofarma, che si terrà alla fiera di Bologna da venerdì 5 a domenica 7. «Credo sia fondamentale partire da una riflessione» spiega Erika Mallarini, docente Sda Bocconi, che interverrà nel corso del convegno: «la spinta a costituire reti non è direttamente collegata alla presenza di una normativa che favorisce l'ingresso del capitale nel sistema. Nella maggior parte dei Paesi europei reti non di proprietà si stanno sviluppando - e anche con una certa rapidità - per sfruttare le opportunità e le attività avanzate necessarie allo sviluppo della farmacia, dall'aderenza alla terapia, alla presa in carico della cronicità, alla gestione del farmaco innovativo. E a dimostrarlo è la presenza di reti, anche in maniera massiva - si parla dell'85% delle farmacie in rete - in Paesi come la Germania, dove non esiste la possibilità da parte del capitale di entrare nella proprietà delle farmacie e dove c'è il limite di una farmacia a soggetto».

D'altra parte, continua Mallarini, «se prendiamo l'esempio del farmaco innovativo, questo richiede, per la sua gestione, tutta una serie di operazioni che necessitano di formazione di alto livello, servizi centralizzati di tipo informatico e logistico, disponibilità di altre figure professionali, monitoraggio sul paziente, e così via, non possibili per la singola farmacia». C'è poi un altro scenario, «purtroppo sottovalutato» continua Mallarini «per il quale in Europa si sono sviluppate le reti: la presenza sempre più importante nella sanità e nei sistemi sanitari europei del mondo delle assicurazioni. Le assicurazioni stanno già lavorando al convenzionamento dei farmaci anche in Italia. Ma se dovessero essere attivate convenzioni direttamente con le aziende, il mondo delle farmacie rimane fuori. E l'Italia è più avanti di quello che si pensi».
A uno scenario sull'impatto dell'ingresso dei capitali nel sistema delle farmacie è invece dedicato l'intervento di Giorgio Cenciarelli, Director Suppliers Services di Ims Health. «L'analisi prenderà l'avvio da un confronto con quanto avviene in Europa per cogliere gli impatti del Ddl concorrenza sulla situazione italiana. In particolare, verrà posta attenzione alla differenza tra reti virtuali, già presenti nel nostro paese e che garantiscono indipendenza alle farmacie, e reali». E proprio sul futuro della cooperazione sarà dedicato l'intervento di Marcello Tarabusi e Giovanni Trombetta, studio Guandalini, con «una riflessione sulla funzione strategica che la cooperazione ha ricoperto ma che oggi va ripensata, alla ricerca di una funzione propulsiva del cambiamento e senza esimerci da una disanima di errori storici, scenari plausibili e scelte strategiche sostenibili. Per questo intendiamo presentare una serie di percorsi utili per valorizzare il sistema della cooperazione e per ridare al modello quella centralità che ha sempre avuto».

«In un momento di importanti riflessioni per la distribuzione farmaceutica e di imminenti scelte per la farmacia italiana, intendiamo confermare la prioritàÌ di azione delle nostre Aziende: garantire che la farmacia resti libera e indipendente» sostiene Antonello Mirone, presidente di Federfarma Servizi. «L'unico modo per riuscirci eÌ credere nel ruolo centrale che le reti di farmacie possono svolgere rispetto alle catene e a chi intende spostare la chiave di volta del sistema salute sul Capitale. È grazie alle reti che la farmacia e il farmacista continuano a svolgere la loro funzione di player del Servizio Sanitario pubblico, piuttosto che diventare semplici player di un Sistema Sanitario privato. Le reti virtuali tra farmacie rappresentano l'unico strumento per continuare a essere attori protagonisti nella dispensazione di salute e per non diventare semplici spettatori di logiche economiche- commerciali, come qualcuno vorrebbe».


Francesca Giani


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