farmaci

ott52012

Aice protesta contro antiepilettici in liste trasparenza

Giovanni Battista Pesce, segretario nazionale dell’Associazione italiana contro l'epilessia ha annunciato di aver iniziato lo sciopero della fame in segno di protesta contro «la spregevole contrattazione sul prezzo dei farmaci giocata con la spending review sulla pelle delle persone con patologie croniche»

Alla «viva preoccupazione» sulle conseguenze della norma sui generici, espressa dalla Lega italiana contro l'epilessia (Lice) si unisce la voce dell’Associazione italiana contro l'epilessia (Aice), il cui segretario nazionale, Giovanni Battista Pesce, ha annunciato di aver iniziato lo sciopero della fame in segno di protesta contro «la spregevole contrattazione sul prezzo dei farmaci giocata con la spending review sulla pelle delle persone con patologie croniche». L'associazione nello specifico si scaglia contro «l'imposizione violenta e onerosa di obbligare a cambiarci quei farmaci che, controllando le crisi, sono dichiarati insostituibili, dalla stessa Aifa». Secondo Pesce imporre «per supposta e indimostrata equivalenza di cambiare il farmaco, sia esso generico o di marca oltre il possibile derivante danno irreparabile rappresenta una violenza inaccettabile e contro la stessa scienza». Nel frattempo la Regione Abruzzo cerca una possibile soluzione nella rinegoziazione con le aziende produttrici «della recente gara in unione di acquisto, esperita a livello regionale, per distribuire i farmaci per la cura dell'epilessia in distribuzione diretta ospedaliera, senza oneri a carico del paziente». La proposta è stata delineata dal commissario ad acta per la sanità e presidente della Giunta regionale, Gianni Chiodi: «Riconoscendo come drammatica la decisione e, quindi, comprensibili le lamentale dei pazienti» ha spiegato Chiodi «stiamo cercando delle soluzioni che allevino il disagio dei cittadini». Il percorso tecnico è ora al vaglio delle strutture regionali, e Chiodi ha fatto sapere che sondando con Ministero della Salute, il Ministero dell'Economia e la stessa Aifa, «di quale discrezionalità possiamo beneficiare per rispondere alle richieste dei cittadini che fanno uso dei principi attivi per la cura dell'epilessia, tenuto conto che le Regioni sottoposte a piano di rientro sono impossibilitate a porre a proprio carico la differenza spettante al cittadino. Quest'onere si configurerebbe come Lea aggiuntivo è, quindi, vietato dalle norme»


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