Sanità

ago312018

Aifa, il congedo di Melazzini

Aifa, il congedo di Melazzini
«I big data non sono una suggestione da palco, qualcosa di teorico: sono ricchezza. Grazie a chi ha lavorato con me, lasco al nuovo direttore un'Agenzia finalmente in grado di avere al proprio interno i complessi riferimenti numerici di consumo e costo dei farmaci. Lascio un'ipotesi di riorganizzazione interna già condivisa che faccia di Aifa un braccio operativo con meno comandanti e più operatori al servizio della salute». Mario Melazzini, direttore generale uscente dell'Aifa, si congeda con una lunga lettera aperta pubblicata sul suo sito personale.

«Il futuro, che vede all'orizzonte nuovi farmaci sempre più efficaci ma anche più costosi», prosegue, «non può prescindere dalla conferma che lo Stato deve farsi carico di dare a ogni cittadino il farmaco di cui ha bisogno, come Aifa è riuscita a fare con il piano per l'eradicazione dell'epatite C. Da quando sono direttore generale di Aifa, nel periodo gennaio 2017 a oggi, il trattamento di 83.953 pazienti è costato allo Stato circa 416 milioni di euro. In precedenza, dal 2014 a dicembre 2016, la spesa era stata pari a 1.885 milioni per il trattamento di 64.633 pazienti; ma è giusto ricordare che chi fece quella trattativa la fece nel confronto con una sola azienda proprietaria del farmaco salvavita. Il giudizio sull'operato di Aifa lo lascio alle dichiarazioni delle associazioni dei pazienti affetti da epatite C.».

Melazzini rivendica il valore delle recenti pubblicazioni Aifa - Rapporto Vaccini, Rapporto Osmed, secondo Position Paper sui biosmilari - tanto più importanti «in un clima reso terribile dalle fake news della propaganda antiscientifica».

Infine, una nota personale: «Sono stato direttore generale di Aifa rappresentandola con decoro e onestà. Nessuno potrà mai accusarmi di essere un poltronista: quando arrivai in Aifa come presidente lo feci dimettendomi dalle cariche pubbliche e private no profit che ricoprivo, per dare un contributo al Paese. Non ho bisogno di poltrone, tra i pochissimi vantaggi che ho c'è la mia carrozza, quella è mia (ahimè...), con quella sono arrivato in Aifa e con quella vado via. Non senza avere abbracciato idealmente tutto il personale di Aifa, che ha conosciuto il Melazzini più burbero, quello che pretende sempre il massimo, prima di tutto da se stesso».
discuti sul forum

ANNUNCI SPONSORIZZATI


Download Center

Principi e Pratica Clinica
Frongia - Casettari -Il galenista e il laboratorio
vai al download >>
separa
Principi e Pratica Clinica
Nicoloso B. R. - Le responsabilità del farmacista nel sistema farmacia
vai al download >>

SUL BANCO