Sanità

mag282014

Aifa promuove uso corretto farmaci in gravidanza e pediatria

farmaci bottiglie flaconi

Correggere la percezione distorta, ma radicata nell’opinione pubblica, secondo cui l’uso di farmaci in gravidanza abbia conseguenze negative sul feto e sensibilizzare cittadini e operatori sanitari sull’importanza di studi clinici in pediatria per garantire cure più sicure e appropriate ai pazienti under 18. Sono questi gli obiettivi, rispettivamente, dei due progetti scientifico-comunicativi, “Farmaci e gravidanza” e “Farmaci e pediatria”, promossi dall’Agenzia italiana del farmaco e presentati ieri presso l’Auditorium del ministero della Salute, alla presenza del ministro della Salute Beatrice Lorenzin, del presidente dell’Aifa Sergio Pecorelli e del direttore generale Luca Pani. La campagna sul fronte della gravidanza include la messa online di un sito web che rende disponibili oltre 400 schede di approfondimento sulle principali malattie ricorrenti in gravidanza e sui farmaci per la loro cura con il profilo beneficio-rischio più favorevole. Il messaggio da trasmettere, hanno sottolineato Pecorelli e Pani, è che «i farmaci in gravidanza possono essere assunti con un atteggiamento responsabile, mentre non curarsi può mettere a rischio la salute della madre e anche quella del nascituro, compromettendo la possibilità di vivere una gravidanza serena». La campagna sui farmaci in pediatria, hanno spiegato gli esperti, si impegna a richiamare cittadini e operatori sanitari alla cautela, poiché «il 70% dei farmaci utilizzati in età pediatrica è testato solo sugli adulti e di fatto questo si traduce in un impiego off label, che accade in media due volte su tre». Ciò pone problemi non facili da risolvere, hanno detto gli esperti dell’Aifa: «Non tutti i farmaci utilizzati in ambito pediatrico, hanno la stessa identica risposta in lattanti, bambini e adolescenti, a causa delle differenze di metabolizzazione e assorbimento degli stessi e dei diversi processi di crescita. Al momento della somministrazione, quindi, deve essere posta molta attenzione alla scelta dei medicinali e ai rispettivi dosaggi, da valutare in base alle età dei giovani pazienti e sempre dietro consulto del pediatra». Secondo Pecorelli, è necessaria una «maggiore partecipazione della popolazione pediatrica alle sperimentazioni cliniche, per avere finalmente a disposizione farmaci sicuri e testati sui bambini». D’accordo su questo punto anche il ministro Lorenzin che estende anche alla fascia anziana: «Stiamo lavorando sulla nuova norma sulla ricerca e la sperimentazione e dobbiamo trovare un modo opportuno perché si faccia ricerca anche sulle categorie dei bambini e gli anziani» e citando l’esempio dell’Istituto Irca nelle Marche ha segnalato che «hanno trovato modi diversi di somministrare farmaci e anestesie, riuscendo a intervenire anche su pazienti ultra novantenni».

Simona Zazzetta


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