farmaci

mar202013

Aiom, con nanofarmaci si va dritti al bersaglio tumorale

La nanoparticelle agiscono come droni andando dritte sull’obiettivo e, impiegate in oncologia, riescono a portare il farmaco selettivamente nelle cellule neoplastiche, in concentrazioni elevate e senza danneggiare i tessuti sani

La nanoparticelle agiscono come droni andando dritte sull’obiettivo e, impiegate in oncologia, riescono a portare il farmaco selettivamente nelle cellule neoplastiche, in concentrazioni elevate e senza danneggiare i tessuti sani. Uno di questi farmaci è il Nab paclitaxel, cioè il paclitaxel legato all’albumina in nanoparticelle, già utilizzato con successo nel tumore del seno, presto potrà essere utilizzato anche per il tumore del pancreas. Sono queste le prospettive offerte dall'innovazione tecnologica e dalla nanomedicina nel settore oncologico, su cui si sono confrontati, ieri a Roma, gli esperti riuniti per un convegno nazionale promosso da Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) e Società italiana di farmacia ospedaliera e dei servizi farmaceutici delle aziende sanitarie (Sifo). «Oggi, per la prima volta, siamo di fronte a un sensibile passo in avanti nel trattamento del tumore del pancreas» ha sottolineato Stefano Cascinu, presidente Aiom «una delle neoplasie a prognosi più infausta: solo il 5% degli uomini e il 6% delle donne risultano vivi a 5 anni, senza sensibili scostamenti nell’ultimo ventennio. In uno studio di fase III, il Nab paclitaxel con gemcitabina ha, infatti, evidenziato risultati clinici significativi, con un aumento del 59% nella sopravvivenza a un anno e un tasso raddoppiato a due anni». A entrare nel merito del ruolo delle nanoparticelle, con una lezione magistrale, è stato Mauro Ferrari, presidente del Methodist hospital research institute di Houston e ricercatore nel campo della nanomedicina, che ha spiegato come nella dimensione del nanometro «le proprietà fisiche della materia e il modo in cui si esprimono le leggi della natura cambiano». Una particella di 100 nanometri è in grado entrare nella cellula, il cui diametro è compreso fra 10.000 e 20.000 nanometri, e di interagire con il Dna e con le proteine, questa possibilità, ha aggiunto l’esperto, «modifica radicalmente i principi della lotta al cancro perché apre nuovi orizzonti nella personalizzazione della terapia». In particolare, nel Nab paclitaxel, si sfruttano le proprietà dell’albumina come veicolo in grado di trasportare più rapidamente il farmaco attraverso i vasi sanguigni, ottenendo così livelli di paclitaxel libero nell’organismo 10 volte superiori rispetto a quelli rilasciati dalla formulazione tradizionale. Inoltre, l’albumina lega la proteina Sparc, presente nelle cellule neoplastiche del pancreas consentendo a maggiori quantità di principio attivo di penetrare nel tumore. In questo modo è possibile raggiungere concentrazioni più alte del 33% all’interno delle cellule tumorali e senza provocare reazioni allergiche perché non vengono utilizzati solventi chimici.


discuti sul forum

ANNUNCI SPONSORIZZATI


Download Center

Principi e Pratica Clinica
Nicoloso B. R. - Le responsabilità del farmacista nel sistema farmacia
vai al download >>
separa
Principi e Pratica Clinica
Garattini S., Bertelè V. Farmaci sicuri
vai al download >>

SUL BANCO