Sanità

mag162018

Alcaloidi di semi di papavero, alert da Efsa: no a soggetti sensibili

Alcaloidi di semi di papavero, alert da Efsa: no a soggetti sensibili
Il consumo di elevate quantità di semi di papavero o di alimenti che li contengono, possono esporre a livelli di alcaloidi dell'oppio rischiosi per soggetti più sensibili agli effetti avversi della morfina, dai pazienti con funzionalità respiratoria compromessa alle donne incinta, dai neonati agli over 75. A sollevare la soglia di attenzione su questi prodotti è l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) che, stando a quanto riporta l'agenzia Publipolicy, ha aggiornato la propria valutazione del rischio degli alcaloidi dell'oppio nei semi di papavero, confermando molte delle sue precedenti scoperte, compresa la quantità di sostanze che possono essere consumate in sicurezza. Nella precedente valutazione, che risale al 2011, il livello di sicurezza, o dose di riferimento acuta (ARfD), era di 10 mg per chilogrammo di peso corporeo sulla base del contenuto di morfina dei semi di papavero.

Il nuovo parere, richiesto dalla Commissione europea, conferma il livello di sicurezza ma questa volta, oltre alla morfina, tiene conto anche del contenuto di codeina nel calcolo dell'esposizione alimentare. I nuovi dati raccolti in campioni di semi di papavero sul mercato europeo, mostrano che la concentrazione di codeina può essere superiore a quella della morfina e il livello di sicurezza può essere superato dai consumatori di grandi quantità di semi o di alimenti contenenti semi di papavero non trasformati. Gli esperti però non sono in grado di dare una stima di esposizione, considerando che le fasi di trasformazione alimentare, come il lavaggio, il trattamento termico e la macinatura, possono ridurre il contenuto di alcaloidi nei semi di papavero dal 25 al 100%.

La valutazione ha preso in considerazione anche dati su altri alcaloidi presenti nei semi di papavero: tebaina, oripavina, noscapina e papaverina. Non è stato possibile effettuare una valutazione completa del rischio per queste sostanze, ma il gruppo di esperti ha indicato che l'esposizione alimentare a tebaina potrebbe rappresentare un rischio per la salute. Sono necessari ulteriori dati, in particolare sulla tossicità di questa sostanza, per chiarire. Infine, sottolinea l'Efsa, ci sono poche segnalazioni di effetti avversi derivanti dal consumo di semi di papavero nel cibo; tuttavia non si può presumere che tali reazioni non si verifichino di volta in volta. Gli effetti di tipo morfina sono stati osservati negli esseri umani in seguito al consumo di una singola porzione di un pasto contenente semi di papavero contaminati con alcaloidi di oppio. Le donne incinte, i neonati, le persone di età superiore a 75 anni e quelle affette da condizioni di salute con funzionalità respiratoria compromessa sono sottogruppi più sensibili agli effetti avversi della morfina. (SZ)
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