Sanità

lug242018

Allergia a veleno di imenotteri, esperti: poco note terapie salvavita e immunologiche

Allergia a veleno di imenotteri, esperti: poco note terapie salvavita e immunologiche
L'allergia al veleno di imenotteri, è sottostimata dal punto di vista epidemiologico eppure oltre 5 milioni gli italiani ogni anno vengono punti da api, vespe e calabroni, le reazioni al veleno locali estese colpiscono dal 2,4 al 26% della popolazione generale adulta e su 3.333 casi di anafilassi registrati nel Registro Europeo sull'Anafilassi, l'allergia al veleno di imenotteri è risultata la causa più frequente delle reazioni gravi nella popolazione adulta e, approssimativamente, è responsabile del 20% dei casi totali di anafilassi fatale in differenti Paesi. Questo il quadro che emerge da un Consensus paper realizzato da 24 esperti italiani, affiliati alle società scientifiche di allergologia quali Aaiito (Associazione Allergologi Immunologi Italiani Territoriali Ospedalieri), Siaaic (Società Italiana di Allergologia Asma ed Immunologia clinica) e Siaip (Società Italiana di Allergologia Immunologia Pediatrica), dal titolo "Criteri pratici sulla gestione della allergia al veleno di imenotteri".

«Si calcola che il 56-94% della popolazione adulta sia stata punta da un imenottero almeno una volta nel corso della vita. -afferma M. Beatrice Bilò specialista in Allergologia degli Ospedali Riuniti di Ancona - Le reazioni locali estese, generalmente campanello di allarme per allergia, sono le reazioni allergiche più lievi, caratterizzate da un gonfiore intenso ed esteso, con un pomfo di almeno 8-10 cm di diametro e con una durata superiore alle 24 ore. Le reazioni allergiche sistemiche possono interessare vari apparati, come l'apparato cutaneo-mucoso (es. pomfi di orticaria diffusi a tutto il corpo, gonfiore delle labbra, delle palpebre), l'apparato respiratorio (es. difficoltà di respiro, broncospasmo) fino allo shock anafilattico con perdita di coscienza».

Le reazioni locali estese colpiscono dal 2,4 al 26% della popolazione generale adulta, fino al 38% tra gli apicoltori. In Europa la prevalenza delle reazioni sistemiche nella popolazione generale è compresa tra 0,3 e 8,9% negli adulti; a seconda degli studi le api sono responsabili del 30%- 45% dei casi. Secondo i dati del Registro Europeo sull'Anafilassi, su 3.333 casi diagnosticati, l'allergia al veleno di imenotteri è risultata la causa più frequente delle reazioni gravi nella popolazione adulta e, approssimativamente, è responsabile del 20% dei casi totali di anafilassi fatale in differenti Paesi. Nella maggior parte dei casi la morte interviene per shock con insufficienza multiorgano entro 10-15 minuti dalla puntura, mentre in circa un quarto subentra per angioedema delle vie aeree superiori. A livello pediatrico, sempre secondo il Registro Europeo sull'Anafilassi, l'allergia al veleno di imenotteri è la seconda causa di reazioni allergiche gravi (20,2%), dopo l'allergia alimentare. Secondo gli esperti è ancora poco conosciuta la disponibilità sia della terapia di emergenza in acuto (adrenalina auto-iniettabile) che della immunoterapia allergene-specifica.

Quest'ultima è la terapia immunologica di elezione per i soggetti che abbiano presentato una reazione sistemica dopo puntura di imenottero, poiché induce una tolleranza nei confronti del veleno e dà protezione che si mantiene non solo mentre viene effettuata, ma anche per molto tempo dopo la sua sospensione. Per migliorare la conoscenza e sensibilizzare sui rischi dell'allergia al veleno di imenotteri e della sua gestione è attiva per il quarto anno consecutivo la campagna di awareness "Punto nel vivo" coordinata da Beatrice Bilò e promossa dagli esperti che fanno riferimento ai principali Centri Allergologici Specializzati nella diagnosi e terapia dell'allergia al veleno di imenotteri, patrocinata da FederAsma e Allergie Onlus e realizzata con il contributo incondizionato di ALK-Abellò.
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