Clinica

mar142011

Allergia ai pollini predispone a quella alimentare

Nelle persone allergiche ai pollini, in particolare delle betullacee, è elevato il rischio di sviluppare anche un allergia alimentare. Il dato è stato verificato dagli esperti dell'Ospedale Maggiore Policlinico di Milano che ne hanno parlato ieri, in occasione dell’appuntamento di informazione medico-scientifica “Casi clinici in scena”. I ricercatori hanno raggiunto questa conclusione dopo due indagini sui pazienti, realizzate nel 2009 e nel 2010. Nel primo anno sono stati visitate 322 persone con allergia a pollini, di cui il 62,7% sensibilizzato solo, o anche, a pollini di betullacee (betulle e ontani) e corilacee (noccioli e carpini). Nella primavera 2010 è stata indagata invece una popolazione di 75 allergici ad alimenti vegetali, ed è emerso che il 14,6% dei pazienti era sensibilizzato primariamente agli alimenti, mentre l'85% era sensibilizzato primariamente al polline e solo secondariamente agli alimenti. In particolare, per 46 pazienti (61%) è stata riconosciuta la frazione allergenica degli alimenti: le proteine Pr10 (presenti nei frutti della famiglia delle rosacee, come mela, pesca, pera, ciliegia) che in precedenza li aveva resi allergici al polline degli alberi.


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