Sanità

mag172017

Almalaurea: aumentano laureati e sempre di più vanno all'estero

Almalaurea: aumentano laureati e sempre di più vanno all’estero
È in continua crescita, ogni anno, il numero di laureati in farmacia e chimica farmaceutica ma aumenta anche la propensione a lavorare all'estero di chi acquisisce il titolo in Italia. E, in generale, anche se il settore ha da qualche anno iniziato a vedere dati più preoccupanti sul fronte occupazionale, secondo Almalaurea, resta l'idea che comunque la laurea sia una leva di miglioramento. Questi alcuni dei dati che emergono dal XIX Rapporto sul Profilo e sulla Condizione occupazionale dei laureati presentati ieri all'Università di Parma. In particolare, selezionando il gruppo disciplinare chimico-farmaceutico, emerge un aumento nel numero di laureati dai 3.927 del 2011, ai 4.738 del 2013 per arrivare ai 5.376 del 2015. Il valore relativo all'età alla laurea rimane abbastanza stabile e per il 2015 è di 26,7 anni, con una durata degli studi di circa 6,9 anni e una media per voto di laurea di 100 su 110. Per quanto riguarda la Formazione post-laurea, ad aver partecipato ad almeno un'attività di formazione è il 65,8% dei laureati 2015 e all'interno di questa macro categoria, il 2,7% relativamente a una scuola di specializzazione, il 22,4% come tirocinio-praticantato, il 10,2% sotto forma di collaborazione volontaria, il 35,7% come stage in azienda.

Per quanto riguarda la condizione occupazionale, a un anno dalla laurea lavora il 55,1%, a tre anni il 77,1% a 5 anni l'80,9%. A non lavorare e a essere in cerca di lavoro è il 28,4% (a un anno), il 10,9% (a 3 anni), il 9,6% (a 5 anni). Mentre che non cerca lavoro oltre a non averne è, per le tre categorie, rispettivamente il 16,5%, 12%, 9,5%. Il tasso di occupazione, secondo la definizione Istat, è pari al 72,7% a un anno dalla laurea, 86,7% a 3 anni, 87,2% a 5 anni, mentre il tasso di disoccupazione, secondo lo stesso parametro, è nel 2016 rispettivamente di 17% per la prima categoria, 7,1% per i laureati del 2013, 7,4% per i laureati del 2011. Andando a guardare l'indagine del 2015 sui laureati a uno, 3 e 5 anni dalla laurea (anni 2014-2012-2010) risulta che lavora rispettivamente il 53,1% a un anno, a 3 il 76,3%, a 5 l'83,3%, mentre il tasso di occupazione è pari a 72,1%, 85,3%, 88,8% per le tre categorie e di disoccupazione 19,6%, 9,4%, 5,6%. Per quanto riguarda l'ingresso nel mercato del lavoro, il numero di occupati per i laureati a un anno di distanza è pari a 2407 unità, a 3 anni 2616, a 5 anni 2169, con tempi d'ingresso medi per le tre categorie dall'inizio della ricerca al reperimento del primo lavoro di 3,6 mesi, 5,9 mesi, 6,3 mesi e dalla laurea di 4,6, 7,2 e 7,9 mesi. Focalizzando l'analisi sulle caratteristiche dell'attività lavorativa, a tempo determinato risulta il 30,5% dei laureati a un anno dalla laurea, il 53,1% a tre anni, il 69,2% a 5 anni, mentre ad avere contratti formativi è rispettivamente il 17,3%, 12,9%, 2,2%.

I contratti non standard contano rispettivamente il 39,2%, 23,1%, 13,7% dei laureati mentre senza contratto è il 2,3% per la prima categoria, lo 0,8% per la seconda e lo 0,7% per la terza. Il numero di ore settimanali medie per le tre categorie è di 36,8, 38 e 38,8. Il settore di attività in cui i laureati sono impiegati è principalmente il privato (91,7%, 94,4, 93,5%), con un totale per l'industria pari rispettivamente al 14% per i laureati del 2015, 14,4% per quelli del 2013, 15,7% per il 2011. Il dato che riguarda chi sceglie di lavorare all'estero indica una percentuale pari al 3,3% per i laureati del 2015, 3,5% per quelli del 2013 e del 4,2% per quelli del 2011, a segnare che più passa il tempo dalla laurea e più aumenta la propensione a trovare lavoro all'estero. Rispetto alla retribuzione, la media mensile è per le tre categorie di 1226, 1331, 1419 euro. Infine, ad aver notato un miglioramento nel proprio lavoro dovuto alla laurea è per le tre categorie il 59,7%, il 66%, il 62,9% dei laureati.


Francesca Giani
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