farmaci

lug182012

Alzheimer e Hiv, novità dall’Fda

L’Fda ha autorizzato florbetapir (Amyvid di Eli Lilly) un radiotracciante che, insieme alla tomografia a emissione di positroni (Pet), permette ai medici di individuare i depositi nel cervello di proteina amiloide. Iniettato in vena attraverso il sangue raggiunge il cervello dove si lega alle placche amiloidi e produce un segnale rilevato dalla Pet, consentendo allo specialista di individuare i depositi extracellulari caratteristici dell'Alzheimer. Non interviene sui sintomi e le manifestazioni, ma consente di avere una diagnosi molto più probabile e mirata della malattia: un grande passo avanti se si considera che la diagnosi certa attualmente si ha solo con l'autopsia post mortem. La molecola è ora in fase di revisione da parte dell'Ema.
Via libera Usa anche all’estensione dell’indicazione d’uso per il trattamento anti-Hiv a base di emtricitabine/tenofovir (Truvada di Gilead): il medicinale potrà ora essere impiegato anche per la profilassi pre-esposizione (PrEP) dell’Hiv-1 in soggetti adulti ad alto rischio di contrarre l’infezione. L’autorizzazione si basa sui risultati di 2 grandi studi controlati verso placebo, dai quali sono emersi percentuali di riduzione del rischio d’infezione rispettivamente di 42 e 75%. L’Agenzia regolatoria statunitense ha però ampliato le avvertenze sul prodotto per segnalare che, per la PrEP, il medicinale deve essere utilizzato solo da persone sieronegative che devono ripetere il test per la conferma della negatività ogni 3 mesi. La combinazione antivirale era già approvata, come monosomministrazione orale quotidiana, insieme ad altri agenti antiretrovirali, per il trattamento di adulti e ragazzi dai 12 anni in poi, con infezione da Hiv.


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