Sanità

ago312016

Amatrice, farmacista di Via Roma: ho perso tutto ma sono rimasto vicino alla comunità

Amatrice, farmacista di Via Roma: ho perso tutto ma sono rimasto vicino alla comunità
Amatrice e la sua comunità provano lentamente a risollevarsi dopo il trauma del terremoto del 24 agosto scorso. Questo grazie anche all'aiuto dei farmacisti che sono rimasti sul posto per garantire la distribuzione dei medicinali alla popolazione. Farmacista33 ha sentito il dottor Massimiliano Mauro, che ad Amatrice vive e lavora, anche ora, dopo aver perso tutto in conseguenza del sisma.

«Con il passare dei giorni» ha riferito Mauro «stiamo uscendo dalla fase di totale caos in cui tutti eravamo precipitati. Sono stati momenti indescrivibili. Con il terremoto ho perso tutto, sia la mia abitazione che la farmacia, in Via Roma. Entrambi gli edifici sono lesionati in maniera irreparabile. Nonostante questo ho scelto di restare ad Amatrice per garantire ai miei concittadini il servizio di distribuzione dei farmaci. Inizialmente, purtroppo, non ho avuto l'aiuto di nessuno. Mi sono trovato in una situazione demenziale dalla quale progressivamente sto cercando di uscire anche grazie al supporto di Giancarlo Visini, presidente di Federfarma Abruzzo che mi ha contattato più volte per poi mandare alcuni farmacisti di quella Regione per darmi una mano sul lavoro. Si è trattato di persone che avevano già sperimentato sulla propria pelle il dolore e il trauma che il terremoto è capace di infliggere e anche per questo mi hanno aiutato in tutti i modi possibili».

Soccorritori e istituzioni stanno ora lavorando per allestire postazioni di emergenza grazie alle quali ripristinare i servizi alla popolazione. «In queste ore» ha continuato Mauro «è in corso di allestimento un container che dovrà sostituire, si spera per il più breve tempo possibile, la mia farmacia andata perduta. Una struttura, per quanto temporanea, che ci permetterà di erogare il servizio che per quanto potevamo abbiamo già ripristinato». Una situazione, è purtroppo facile comprenderlo, che mette a dura prova chiunque: «Ho veramente cercato di dare il massimo di me stesso» ha aggiunto il farmacista di Amatrice. Sono stato disponibile sul lavoro dalle 7 del mattino spesso fino alla mezzanotte, tutti i giorni, senza risparmiarmi. Nessun eroismo, però. Ho fatto solo quello che avrebbe fatto qualunque altro farmacista "di cuore". La situazione è veramente molto pesante. Questo non faccio fatica ad ammetterlo ma comunque sto portando avanti il lavoro. Nelle prossime settimane il carico dovrebbe comunque diminuire perché sono in arrivo farmacisti da altre parti d'Italia».

Un impegno, quello dei farmacisti di Amatrice che non trova il suo unico valore nel campo dell'assistenza sanitaria ma anche in quello della conservazione del tessuto sociale che in queste situazioni potrebbe strapparsi. «Il lavoro che stiamo facendo» ha detto Mauro «penso che sia davvero importante perché è stato dato alla popolazione il segnale che la categoria dei farmacisti è presente. Onestamente di questo vado veramente fiero. Avrei potuto lasciare la zona e rifugiarmi in una casa che ho sulla costa ma ho scelto di anteporre gli interessi della comunità a quelli personali. Oltre al fatto puramente lavorativo, rincontrare i miei assistiti dopo il terremoto è stato emozionante da entrambe le parti per il puro piacere di sapersi vivi e in salute. Da parte loro credo sia stato bello avere la conferma che un punto di riferimento come quello del farmacista era ancora presente nonostante tutto».

«Ora, sebbene io stia dando tutto dal punto di vista personale, sono sinceramente molto preoccupato perché, di fatto, dal punto di vista materiale non ho più nulla. Al momento non so come farò a ricominciare una vita "normale". Le coperture assicurative non basteranno a consentirmi di ripartire e quindi gran parte del valore economico della farmacia è andato perso. Spero che arrivino supporti a tutti noi che abbiamo dovuto subire perdite materiali ingentissime, oltre a molti affetti, perché quello che avevamo prima del terremoto non si recupererà più».


Gianluca Casponi
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