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lug112016

Analgesici in coliche renali: diclofenac intramuscolo più efficace di farmaci endovena

Analgesici in coliche renali: diclofenac intramuscolo più efficace di farmaci endovena
La somministrazione intramuscolare di diclofenac è l'opzione più efficace in chi viene colpito da una colica renale acuta, secondo uno studio pubblicato su The Lancet cui hanno preso parte 1.644 pazienti. «I dati dimostrano un dolore più che dimezzato rispetto all'esordio nel 68% dei pazienti trattati con diclofenac intramuscolo (75 mg/3 ml), nel 66% con paracetamolo endovena (1 g/100 ml) e nel 61% con morfina endovenosa (0,1 mg/kg)» esordisce Gian Alfonso Cibinel, Past President della Società Italiana di Medicina di Emergenza Urgenza (SIMEU). Inoltre, con diclofenac è stata osservata una minore persistenza del dolore a 60 minuti nel 24% dei casi, contro il 30% con paracetamolo e il 38% con morfina. Ridotta anche la necessità di ulteriori analgesici dopo 60 minuti, evenienza verificatasi nel 12% dei pazienti trattati con diclofenac, nel 20% del gruppo paracetamolo e nel 23% del gruppo morfina.

Favorevole, infine, l'incidenza di effetti avversi rispetto agli oppiacei: 1% con diclofenac e paracetamolo, 3% con morfina. Dati che confermano quanto suggerito dalle linee guida della Società Europea di Urologia, che raccomandano l'uso degli antinfiammatori non steroidei (Fans), in particolare di diclofenac, come terapia d'elezione in urologia. Inoltre, dato che l'Ema consiglia l'uso di Fans a dosaggi ridotti, sono state introdotte nuove formulazioni di diclofenac che, grazie alle beta-ciclodestrine, garantiscono anche a bassi dosaggi una maggiore biodisponibilità ed efficacia analgesica a fronte di minori effetti collaterali.

Un esempio è l'Akis, farmaco iniettabile a base di diclofenac che può essere somministrato per via intramuscolare o sottocutanea e che, oltre alla classica dose da 75 mg è disponibile a dosaggi di 25 mg e 50 mg in un ml di soluzione. «Il vantaggio della formulazione sottocute è la possibilità di autosomministrazione, procedura che consente un più rapido intervento sul dolore» spiega Alberto Saita, urologo dell'Ospedale Humanitas di Rozzano alle porte di Milano. E conclude: «Con l'impennata delle temperature estive le coliche renali sono in agguato a causa della disidratazione, che favorisce la formazione dei calcoli».
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