Sanità

feb202013

Analisi prima istanza in farmacia, una sentenza le legittima

Il farmacista che, in base alla normativa dei nuovi servizi in farmacia, svolge esami di laboratorio viola le competenze dei chimici e lede la concorrenza permettendo l’istituzione di laboratori di analisi presso le farmacie? È questo l’oggetto di un ricorso presentato dall’Unione sindacati chimici italiani nei confronti della Fofi, che è stato bocciato da un decreto del Presidente della Repubblica. Di fatto, spiega la sentenza, in relazione alle attività analitiche di prima istanza rientranti nell’ambito dell’autocontrollo, oggetto dei ricorso «non sussiste alcuna speciale riserva in favore di professioni regolamentate, quale quella di chimico, le cui attività riguardano analisi di laboratorio non di prima istanza e non effettuabili direttamente dall’interessato». Quindi la modalità di erogazione del servizio in farmacia «non intacca minimamente òe prerogative della professione del dottore chimico».
«Il parere reso al Presidente della Repubblica dal Consiglio di Stato conferma la piena legittimità delle analisi di prima istanza effettuate nelle farmacie, come previsto dalla normativa relativa ai nuovi servizi» commenta con soddisfazione Annarosa Racca, presidente di Federfarma. «Le autoanalisi in farmacia sono parte integrante di quel progetto di farmacia dei servizi che risponde a domande di prevenzione e di salute dei cittadini e rende la farmacia sempre più integrata con il Ssn. L’introduzione di nuovi servizi in farmacia è in linea con l’obiettivo di territorializzare l’assistenza rendendola più vicina al cittadino e meno onerosa per il servizio pubblico» conclude Racca.

 


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