Sanità

dic162008

Anche il drink con black box per il nascituro

Un disegno di legge chiede di rendere obbligatorie etichette sugli alcolici che avvisano le donne in gravidanza sui potenziali danni al feto. è, infatti, accertato che l'assunzione di alcol durante la gravidanza può causare danni irreversibili, riconducibili alla sindrome alcolico-fetale. In Italia si presenta con un'incidenza che oscilla tra il 3,7 e il 7,4 per mille dei bambini nati vivi: si tratta di oltre 4.100 bambini sul totale dei 560 mila nati nel 2007. Valori che salgono sino a più di undicimila bambini l'anno, se si prendono in considerazione anche le patologie minori che rientrano nella denominazione Fetal alcohol spectrum disorder, percentuali che superano di gran lunga le medie degli altri Paesi occidentali. In Francia, per esempio, i valori sono compresi tra l'1,3 e il 4,8 per mille, mentre in Svezia si attestano intorno all'1,7 per mille. Il Ddl si propone di agire su due fronti: da un lato l'adozione di etichette informative, dall'altro la sensibilizzazione mediante campagne comunicative. Nel primo caso s'introduce l'obbligo d'inserire etichette informative sulle bottiglie di alcolici, sull'esempio di quanto già fatto con le sigarette. Nel secondo caso, l'invito a non consumare alcol viene pubblicizzato attraverso i media con messaggi periodici, e dagli operatori sanitari con i quali la donna instaura un rapporto di fiducia nel corso della gravidanza.
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