Sanità

nov42015

Anoressizzanti, Sifap vs Report: informazioni incomplete su farmaci e dati scientifici

Anoressizzanti, Sifap vs Report: informazioni incomplete su farmaci e dati scientifici
L'argomento del trattamento farmacologico del sovrappeso è molto delicato anche perché le informazioni sono spesso contradditorie, come per altro ha fatto osservare anche la conduttrice alla fine della trasmissione stessa. Proprio per questo riteniamo che un maggior contradditorio fosse auspicabile ai fini della comprensione del problema. Sono mancate alcune informazioni secondo noi importanti quali -ad esempio- che l'obesità è un fattore di rischio importante per molte patologie, cardiovascolari in primis, e che quindi deve essere curata con medicinali che abbiano un rapporto rischio/beneficio favorevole; chela formulazione efedrina 20 mg - caffeina 200 mg per tre volte al giorno, secondo numerosi e accreditati lavori scientifici, ha dato ottimi risultati nella stabilizzazione del peso corporeo, calcolando che le dosi massime giornaliere previste dalla Farmacopea Ufficiale Italiana sono 250mg per la prima e 1000 mg per la seconda -quindi di gran lunga maggiori di quelle impiegate in terapia; chei dosaggi di fendimetrazina utilizzati dai medici erano compatibili con i dosaggi massimi previsti dalla Farmacopea Ufficiale Italiana; che, in un caso di decesso, il parere del collegio medico nominato dal giudice secondo i riscontri autoptici ha portato alla sentenza di assoluzione del medico che aveva prescritto la terapia.

Inoltre mentre nella parte iniziale della trasmissione un medico ed altri non "audaci" hanno suggerito la necessità di regolamentare i trattamenti estetici, analogamente non è stato fatto nella seconda parte, mentre forse sarebbe stato più utile anche per i telespettatori che si proponessero dei limiti alla prescrizione medica, per esempio imponendo di identificare chiaramente il paziente come obeso, come avviene per esempioin USA, attestando sulla ricetta che il paziente ha un indice di massa corporea BMI maggiore/uguale a 30 o un BMI maggiore/uguale a 27 e presenta rischi di patologie elevati, perché in presenza di altra morbilità, come peraltro suggerito dalla comunità scientifica internazionale. In conclusione, la tendenza a sottolineare solo gli aspetti negativi di un determinato trattamento, alimentata forse ad arte da chi è in cerca di rivalse, senza documentati riscontri sui presunti danni e per di più con storture tecniche, non giova certo alla serenità decisionale degli organi deputati al controllo e ad una categoria di malati gravi in quanto affetti da obesità, cui viene sottratta la possibilità di cure adeguate.

I farmacisti per altro non sono interessati a preparare terapie pericolose, ma chiedono che i preparati allestiti in farmacia vengano trattati come quelli industriali, ovvero se una molecola è pericolosa lo è in qualunque forma e quindi se molecole vengono vietate da sole o in associazione, lo stesso trattamento venga riservato ai medicinali industriali, altrimenti i provvedimenti sembrano solo battaglie contro una specifica categoria.
Le stesse argomentazioni sono state inviate alla Redazione di Report.
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