Sanità

mar62014

Anpi, collegio in difesa parafarmacie alla Corte costituzionale

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Per la liberalizzazione della fascia C ci apprestiamo a mettere in campo un collegio di difesa dei diritti delle parafarmacie in vista della discussione che la Corte Costituzionale terrà a luglio. È questa l’intenzione lanciata da un comunicato congiunto di Anpi e Fnpi con l’obiettivo di contrastare l’attività di «lobbying delle farmacie» e le «mistificazioni» che hanno «orientato la sentenza di dicembre» della Corte di giustizia europea, chiamata a esprimersi in seguito alle due richieste di pronuncia pregiudiziale avanzate più di un anno fa dal Tar Lombardia. L’idea parte da una riflessione sul futuro delle parafarmacie e da una critica delle ragioni della sentenza: «Il collegio degli avvocati, chiamati a difendere le posizioni della parafarmacia, non era particolarmente preparato su argomenti di carattere economico, avendo puntato prevalentemente sulla rivendicazione della parificazione professionale». Ma soprattutto crediamo «che la forte lobby delle farmacie sia stata in grado di orientare il giudizio dell’Avvocato Generale prima e della Corte poi». D’altra parte, «chiediamo, non certo a Federfarma che ovviamente persegue l’interesse dei propri iscritti, ma alla Corte di Giustizia Europea come può affermare che con le proiezioni di vendita e di fatturato della fascia c si possa mettere in crisi il sistema farmacia». Proiezioni che vedono «togliere alla farmacia circa 200 milioni di euro/anno ovvero in media 11.000 euro/anno a farmacia». Per altro, continua la nota, «l’importo medio è destinato ad approssimarsi a zero per le piccole farmacie rurali, per l’esiguità di fatturato prodotto dalla fascia C ma soprattutto per l’assenza di parafarmacie sul loro territorio. Le sole farmacie che vedrebbero ridursi il fatturato di poche migliaia di euro/anno, sono le cosiddette farmacie urbane che ancor oggi, nonostante la crisi dei consumi, sono in grado di fatturare milioni». Per questo, secondo Anpi e Fnpi, è necessario «dare alla liberalizzazione della fascia c la giusta valorizzazione, anche alla luce delle mistificazioni che in materia hanno messo in luce Federfarma e la Corte Europea in occasione della sentenza di dicembre scorso». Da qui la proposta: «Con queste argomentazioni, magari arricchite di ulteriori dati e riflessioni, ci apprestiamo a mettere in campo, per la discussione che la Corte Costituzionale terrà il prossimo luglio, un collegio di difesa per i diritti delle parafarmacie che siamo certi sarà in grado di contrastare le mistificazioni che orecchi troppo benevoli hanno utilizzato per orientare la sentenza di Strasburgo». Ma secondo le rappresentanze delle parafarmacie la riflessione deve andare oltre il livello politico: «la fascia C non è in grado da sola di invertire l’andamento economico delle parafarmacie. Mentre il farmaco complessivamente sta perdendo terreno, il comparto dei prodotti diversi da farmaco esclusivi nel canale farmacia, salvo poche eccezioni, è costantemente in terreno positivo. Per questo sarà opportuno fare approfondimenti sul tema».

Francesca Giani


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