Scienza

set112010

Ansiolitici e sedativi accorciano la vita

Ipnotici e ansiolitici sono efficaci per indurre il sonno e placare l’ansia ma forse varrebbe la pena di tentare prima con qualche seduta di psicoterapia. è il consiglio di Genevieve Belleville dell’Universit� Laval (Canada) che con il suo team ha scoperto che l’uso di questi farmaci incide negativamente sulla mortalità, specie nella fascia d’età che va dai 55 ai 74 anni. I risultati dello studio, in uscita sul prossimo numero del Canadian journal of psychiatry, si basano sull’analisi dei dati sanitari di oltre 14mila canadesi, dai 18 ai 102 anni, in un intervallo cronologico di oltre 12 anni. I partecipanti erano intervistati ogni due anni fra il 1994 e il 2007 per la Statistics Canada's national population health survey: fra coloro che avevano dichiarato di aver utilizzato un medicinale per trattare l'insonnia o l'ansia almeno una volta nel mese precedente la rilevazione, il tasso di mortalità è risultato del 15,7%, contro il 10,5% di quanti avevano risposto negativamente. Corretti i dati per altri fattori confondenti, come fumo, consumo di alcol, attività fisica, sintomi di depressione, Belleville ha concluso che il consumo di farmaci per dormire e calmarsi è associato con un aumento del 36% del rischio di morte. Fra le molte ipotesi a spiegazione di quanto rilevato il fatto che certi farmaci possono ridurre i tempi di reazione, lo stato di allerta e la coordinazione, ridurre le capacità di giudizio, inibire la funzionalità funzionalità respiratoria.
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