Sanità

feb172020

Antibiotici e terapie personalizzate, Garattini: solo la quantità necessaria

Antibiotici e terapie personalizzate, Garattini: solo la quantità necessaria

Cos'è l'antibioticoresistenza, perché è pericolosa per la salute di tutti e come contrastarla. Il nuovo libro di Silvio Garattini "Gli antibiotici spiegati bene" già disponibile da Lswr

Si dice che gli antibiotici siano "vittime del loro stesso successo", ma che cos'è la resistenza agli antibiotici e perché è pericolosa per la salute di tutti? A spiegare come si usano, come funzionano e come contrastare l'antibiotico resistenza, il libro "Gli antibiotici spiegati bene" di Silvio Garattini, presidente Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri Irccs di Milano, in collaborazione con Antonio Clavenna, già disponibile da Lswr.
Se da una parte la scoperta della penicillina e la disponibilità di tanti altri antibiotici hanno rappresentato uno spartiacque storico tra il periodo millenario in cui le infezioni erano sinonimo di mortalità e il nostro tempo, in cui le infezioni non fanno più paura, dall'altra, l'antibioticoresistenza sta diventando un problema di portata globale, che tocca da vicino anche il Paese. Abbiamo chiesto all'autore di spiegarci le ragioni e i contenuti del volume.

Perché un libro sugli antibiotici?
È molto importante scrivere oggi un libro sugli antibiotici, perché il problema della resistenza questi farmaci sta diventando sempre più rilevante. Abbiamo batteri che, proprio a causa dell'eccessivo uso che si fa degli antibiotici sono diventati resistenti. Questo costituisce un grande problema per la salute di tutti. L'idea del libro nasce anche dal fatto che l'Italia è uno dei Paesi europei che usa più antibiotici e che quindi ha anche il maggiore indice di resistenza a questo tipo di farmaco. Gli antibiotici vengono utilizzati da secondo dopoguerra: non dobbiamo dimenticare che l'allungamento della vita che si è avuto nell'ultimo secolo è dovuto anche a questi farmaci, con i quali abbiamo sconfitto la maggior parte delle malattie infettive.

L'antibioticoresistenza costituisce già un problema nel nostro Paese?
In Italia, l'antibiotico-resistenza sta creando problemi molto gravi: abbiamo avuto nello scorso anno almeno 10mila morti per infezioni resistenti su 33mila morti in tutta Europa. Quindi abbiamo un tasso di decessi che è circa 4 volte maggiore rispetto alla media europea. Perciò è necessario far conoscere il problema sia ai medici, sia al pubblico. Dobbiamo fare in modo che, conoscendo bene cosa sta succedendo, vi sia un uso molto più razionale degli antibiotici. D'altra parte, è anche molto importante che vi sia una ricerca impegnata a sviluppare nuovi antibiotici.

In questo scenario, qual è il ruolo degli operatori sanitari?
Siamo tutti coinvolti nella gestione di questo problema. Da parte dei medici è necessario che non vengano prescritti antibiotici in caso di malattie virali, a partire dall'influenza, ma neppure in un certo tipo di infezioni che guariscono facilmente in modo spontaneo. Deve essere chiaro che sono un'arma che va usata quando serve: per esempio, per quanto riguarda la profilassi in caso di intervento chirurgico è sufficiente iniziare immediatamente prima dell'intervento e smettere 24 ore dopo, senza prolungare inutilmente per tempi più lunghi.

Quale deve essere l'impegno delle istituzioni?
Con il Pncar (Piano nazionale contro l'antibiotico-resistenza) c'è stato un lieve calo nel consumo di antibiotici in Italia, ma si deve fare di più. Da una parte è necessario introdurre un uso razionale anche in veterinaria. Poi, stiamo lavorando perché Aifa dia la possibilità di offrire una terapia personalizzata, cioè che il paziente riceva dal farmacista solo il numero di compresse pari alla terapia prescritta, così che non restino in casa dosi di farmaci in più. Questo porterebbe da una parte all'impossibilità di fare fai-da-te, dall'altra a non avere eccedenze di farmaci scaduti, che spesso vengono rilasciati nell'ambiente, alimentando ulteriormente l'antibioticoresistenza.

Quale messaggio deve essere dato ai pazienti?
Il messaggio che vogliamo dare con questo libro è la necessità di un impegno da parte di tutti. Deve essere quindi spiegato anche ai pazienti che gli antibiotici vanno usati solo quando serve, ed è il medico a decidere quando è necessaria la terapia. Non sono farmaci da automedicazione e va evitato sempre il fai-da-te, cioè l'abitudine di utilizzare, senza consultare il medico, antibiotici avanzati da una precedente terapia. Questo è molto frequente nei bambini, che, spesso, con poche linee di febbre vengono curati con l'antibiotico avanzato perché così "sta subito meglio".

Chiara Romeo
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