Scienza

set152010

Antibiotici in otite acuta, meglio “wait and watch”

Il rischio di insuccesso di un trattamento antibiotico dell’otite media acuta è leggermente più alto nel primo mese dall’inizio di una terapia breve rispetto a una lunga. Il dato emerge da una review sistematica riportata nel Cochrane database of systematic reviews, che si prefiggeva l’obiettivo di comparare l’efficacia di un trattamento breve con antibiotici, inteso come inferiore a sette giorni, con un trattamento lungo, cioè di almeno sette giorni in bambini tra un mese e 18 anni. La valutazione di un totale di 12mila bambini, condotta nel corso del mese successivo all’inizio della terapia, ha evidenziato che nel 21% dei casi di terapia breve si verificava una ricaduta o una assenza di guarigione contro il 18% dei casi di terapia lunga. I ricercatori non hanno rilevato significative differenzer tra i diversi tipi di antibiotico, se non per il fatto che con gli antibiotici che agiscono nel breve termine c’era un calo significativo degli effetti gastrointestinali. E loro stessi concludono che, nonostante l’indicazione per l’otite media acuta sia un trattamento di 10 giorni, ci sono sempre più evidenze a sostegno di un approccio di tipo “osserva e aspetta”: �Crediamo che sia l’approccio più prudente nei bambini che non hanno complicazioni, e se il trattamento è raccomandato, il medico deve decidere se ridurre il rischio di insuccesso con un trattamento più lungo o avere meno effetti collaterali, e meno rischio di resistenza batterica con un trattamento più breve�.
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