Sanità

mar52018

Antibiotici, inappropriata una prescrizione su cinque

Antibiotici, inappropriata una prescrizione su cinque
Dei 32,5 milioni di antibiotici prescritti dai medici di medicina generale, circa 6,3 milioni non sono necessari: questo accade in Gran Bretagna, dove Public Health England, l'agenzia governativa di sanità pubblica, ha pubblicato il primo studio che fornisce cifre precise riguardo alle prescrizioni non necessarie.
In Italia va peggio. Aurelio Sessa, presidente regionale della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (Simg) della Lombardia, spiega che «le differenze tra i diversi Stati europei sono molto forti e in Italia, così come in genere nell'Europa meridionale, le prescrizioni sono tre o quattro volte superiori rispetto al Nord Europa, pur non essendoci differenze epidemiologiche tali da giustificare questa differenze. E anche all'interno dell'Italia, ci sono importanti differenze tra nord e sud, dove si prescrivono molti più antibiotici».
Tuttavia Jeremy Hunt,il ministro della Sanità del Regno Unito ha riferito che i medici di base britannici hanno ridotto le prescrizioni di antibiotici del 5% rispetto al 2012.
«In effetti - conferma Sessa - un po' in tutta Europa, e in particolare nei Paesi dove c'è un'alta prescrizione di antibiotici, c'è stata una sensibile diminuzione, come riportano i rapporti Osmed; e questo è dovuto alle campagne per l'uso appropriato degli antibiotici, alla formazione dei medici e alla condivisione di dati di tipo epidemiologico». Come si vede dalle statistiche, la strada è ancora lunga, se è vero che in Europa all'antibiotico resistenza si devono circa 25mila decessi all'anno. «La maggior parte delle prescrizioni inappropriate, calcolate tra il 20 e il 30%, è dovuto alla cura delle infezioni alle alte vie respiratorie - dice l'esponente Simg - anche se sappiamo che sono prevalentemente di tipo virale e solo una percentuale tre il 15 e il 20% si complica con sovrainfezioni di tipo batterico». Tra le possibili spiegazioni, Sessa include anche la "pretesa" del paziente che insiste per assumere antibiotici: «C'è un problema molto importante di comunicazione, bisognerebbe spendere qualche minuto in più per spiegare al paziente i motivi per cui non bisogna prescrivere antibiotici ma non è sempre facile, anche perché spesso i nostri ambulatori sono molto affollati e il tempo è poco».
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