farmaci

apr192013

Antibiotici: progressi insufficienti contro batteri resistenti

Insufficiente la ricerca e lo sviluppo di farmaci antibiotici da parte delle aziende farmaceutiche mondiali, che ne stanno studiando solo sette, a fronte della minaccia emergente rappresentata dai batteri resistenti. A dare il voto è la Infectious diseases society of America in un rapporto pubblicato sulla rivista Clinical infectious diseases: «C'è stato qualche progresso» scrive Henry Chambers della Society che ha curato il rapporto «ma non è minimamente sufficiente, e dobbiamo accelerare Siamo in un precipizio che ci potrebbe riportare all'epoca buia prima che gli antibiotici permettessero operazioni chirurgiche sicure, chemioterapie senza rischi e la terapia dei forti prematuri». Il rapporto si basa su interviste alle aziende e altre ricerche sul tema, con particolare attenzione ai superbatteri Gram negativi, fra cui l'Escherichia Coli e gli Enterobatteri resistenti ai Carbapenemi (Cre), definiti “batteri da incubo” in un recente documento del Cdc. Delle sette molecole in fase di test clinici di fase 2 o 3, sottolinea il rapporto, uno rischia di vedere interrotto anzitempo l'iter per l'approvazione perché l'azienda produttrice ha richiesto le procedure per la bancarotta. Anche la multinazionale AstraZeneca, titolare di due delle ricerche, ha dichiarato che taglierà il budget per questo settore della ricerca.


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