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feb102016

Antibiotici, Simit valuta modello di gestione: farmacisti sentinelle sul territorio

Antibiotici, Simit valuta modello di gestione: farmacisti sentinelle sul territorio
Per contrastare il fenomeno dell'antibiotico-resistenza la Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (Simit) ha creato una Commissione al proprio interno, che si occuperà di analizzare diverse proposte per la gestione di una corretta stewardship antibiotica all'interno degli ospedali. «Lo scopo della commissione è quello di creare un sistema che valuti sia quanti antibiotici vengono utilizzati all'interno delle strutture, sia se vengano utilizzati in modo corretto - spiega a Farmacista33 Massimo Andreoni, Professore ordinario di Malattie Infettive, Università degli Studi di Roma "Tor Vergata" e Past President Simit «Mettere sotto controllo l'utilizzo di antibiotici è un'esigenza sentita anche a livello del Ministero, e noi siamo alla ricerca di una proposta che possa diventare un modello a livello nazionale».

In Italia ogni anno sono circa 10 mila i nuovi casi di infezioni ospedaliere correlate all'assistenza. Tuttavia, mentre il 20-25% delle persone ricoverate in ospedale presenta una patologia infettiva, il numero di soggetti trattati con antibiotici è superiore al 30%. Una discordanza che costa, sia in termini economici allo Stato, sia in termini di salute ai cittadini. Alcune Regioni, come l'Emilia Romagna, hanno già avviato un programma di stewardship antibiotica non solo all'interno degli ospedali ma anche a stretto contratto con il territorio. «Un grosso problema da non sottovalutare è che spesso i pazienti arrivano con germi resistenti già al ricovero ospedaliero», commenta Andreoni. In un secondo momento, come parte della lotta all'antibiotico-resistenza, potrebbero entrare in ballo anche le farmacie sul territorio, eventualmente «segnalando la presenza di prescrittori eccessivi di antibiotici - ipotizza Andreoni - sicuramente in questo caso il controllo del farmacista dovrebbe essere solo di tipo quantitativo». Diverso il ruolo giocato dal farmacista specializzato che lavora all'interno di un'istituzione come un ospedale, ma anche una casa di cura. In questo caso «il farmacista dovrebbe monitorare l'utilizzo degli antibiotici e, in particolare negli ospedali, dovrebbe avere un approccio anche qualitativo, segnalando eventuali anomalie nell'utilizzo di un antibiotico invece di un altro nei diversi reparti - spiega Andreoni - L'analisi dell'eventuale presenza di ceppi resistenti spetta invece al microbiologo, mentre l'infettivologo deve valutare l'appropriatezza con la quale vengono utilizzati gli antibiotici nelle diverse situazioni».

A discutere e ad approfondire il tema della stewardship antibiotica saranno i rappresentanti di diverse Istituzioni anche internazionali, tra cui l'Oms, il Ministero della Salute, l'Istituto Superiore di Sanità, la Commissione Bilancio e svariate Società scientifiche, in occasione di un incontro dedicato che si terrà a Roma nei prossimi giorni.

Attilia Burke
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