Sanità

giu122014

Antibiotici, Sitip: in Italia uso scorretto e resistenza in crescita

Antibiotici, Sitip: in Italia uso scorretto e resistenza in crescita

L'Italia, dove gli antibiotici sono i farmaci più utilizzati in età pediatrica, risulta tra i Paesi europei con i livelli più elevati di antibiotico-resistenza che negli ultimi 5 anni è passata dal 21%, dato registrato nel 2003, a oltre il 35% attuale. A denunciarla è la Società italiana di infettivologia pediatrica (Sitip), in occasione del 70esimo Congresso in corso a Palermo. Una nota della società segnala che questi farmaci vengono usati «per il trattamento delle infezioni respiratorie e, secondo i dati pubblicati dall'Osservatorio Arno nel 2011, gli antibiotici vengono utilizzati dal 42% dei bambini di età inferiore ad 1 anno, dal 66% di quelli di 1 anno, dal 65% tra i 2 e i 5 anni, dal 41% tra i 6 e gli 11 anni e dal 33% degli adolescenti tra i 12 e i 13 anni». Ma le più recenti linee guida approvate dalla Consensus Confererence del 2013 indicano che l'uso dell'antibiotico è necessario, per esempio, nei casi di otite media acuta, rinosinusite, polmonite e meningite. Secondo la Sitip l'antibiotico ha un effetto rassicurante sui genitori che vogliono un rimedio sicuro e veloce, ma avverte «è una falsa sicurezza anche per i pediatri, che subiscono le pressioni». Ma l'attuale raccomandazione delle società scientifiche di pediatria nazionali ed internazionali hanno avviato «un'importante inversione di rotta da parte dei pediatri italiani: gli antibiotici si devono assumere in modo appropriato a seconda del singolo caso e soltanto quando siano realmente necessari, cioè per combattere infezioni batteriche e non quelle virali, come spesso sono influenze e raffreddori». Gli antibiotici, sottolinea Paola Marchisio, dirigente medico presso l'Unità di pediatria ad alta intensità di cura, Fondazione Irccs Ca' Granda Ospedale Maggiore policlinico, Università degli Studi di Milano, «sono farmaci preziosi e vanno usati correttamente e con equilibrio. È fondamentale che prima di prescrivere un antibiotico ci sia una diagnosi certa di infezione verosimilmente batterica da parte del pediatra, altrimenti si corre il rischio, come sta accadendo nel nostro Paese, che alcuni di questi farmaci spesso così abusati, perdano di efficacia. L'uso, ma soprattutto l'abuso degli antibiotici a cui abbiamo assistito in questi ultimi trent'anni nel nostro Paese, ha fatto sì che ormai il "bagaglio antibiotici" sia finito e che non possiamo contare su nuove molecole per almeno i prossimi 5 anni». Una raccomandazione anche ai genitori per la corretta somministrazione: «In caso di prescrizione medica di antibiotici» precisa Susanna Esposito presidente della Sitip «devono essere somministrati ai dosaggi raccomandati dal pediatra, con il numero di dosi indicate nell'arco della giornata e per tutto il tempo utile a ottenere la completa eliminazione dei batteri che hanno causato la malattia, di solito per non meno di 7-10 giorni. Ed infine non bisogna mai utilizzare una confezione di antibiotico già aperta e utilizzata in precedenza».

Simona Zazzetta



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