Sanità

giu282021

Antibiotico-resistenza, i costi sanitari e umani. In sviluppo nuovi antibiotici

Antibiotico-resistenza, i costi sanitari e umani. In sviluppo nuovi antibiotici

La resistenza antimicrobica è una delle prime dieci minacce per la salute pubblica mondiale: 33.000 decessi all'anno e 1,5 miliardi di euro di costi sanitari. La strategia europea per combatterla

La resistenza antimicrobica (Amr) è stata dichiarata dall'Organizzazione mondiale della Sanità come una delle prime dieci minacce globali per la salute pubblica mondiale. L'onere per i pazienti europei, i sistemi sanitari e l'economia in generale è molto alta: 33.000 decessi all'anno e 1,5 miliardi di euro di costi sanitari. Mentre la pandemia da Covid-19 ci ha colto impreparati, l'Amr è una crisi prevedibile e prevenibile. Anche il recente G7 ha ribadito questa emergenza e il proprio impegno in questa direzione. Questo problema è un pilastro fondamentale della strategia farmaceutica per l'Europa e, per rispondere alla sfida, l'industria biofarmaceutica mondiale si è rafforzata con "l'Amr Action Fund", una partnership innovativa che mira a investire oltre 1 miliardo di dollari per portare dai 2 ai 4 nuovi antibiotici sul mercato in questo decennio. Per avere successo tutte le parti interessate dovranno collaborare per garantire una "pipeline" sostenibile per raggiungere il risultato. In occasione del primo anniversario del Fondo, l'Efpia ha organizzato un evento virtuale per discutere le soluzioni necessarie per affrontare efficacemente la resistenza antimicrobica, promuovendo gli investimenti in ricerca e sviluppo.

Serve l'approccio unitario a queste sfide

Ha aperto i lavori Tiemo Wölken, europarlamentare del gruppo S&D e membro del gruppo sulla Amr, che ha evidenziato come la pandemia globale ci ha ricordato la minaccia sociale ed economica che le gravi epidemie rappresentano per le nostre società e la conseguente necessità di migliorare la nostra capacità di prevenzione e risposta alle infezioni, quella diagnostica e lo sviluppo di farmaci efficaci e ad un equo prezzo di mercato per i cittadini europei. Per l'europarlamentare la lezione che dobbiamo imparare dal Covid è che il momento per agire è oggi e non possiamo perdere questa opportunità. Wölken ha anche sollecitato l'approccio unitario a queste sfide e ha ricordato che è importante che la Commissione europea faccia proposte vincolanti su questi temi. La strategia dovrà aiutare le aziende farmaceutiche ad investire in questo settore commercialmente poco attraente per via degli alti investimenti in ricerca e che, solitamente, ha un breve arco temporale di vita per i prodotti proprio a causa dell'Amr, oltre ad affrontare gli eventuali insuccessi nella ricerca. Infine, l'europarlamentare ha anche ricordato come la salute non sia una competenza dell'Unione, ma in capo agli Stati membri e questo fattore influenza la velocità dei vari iter legislativi. Per Wölken sono gli Stati membri che devono agire insieme alla Commissione, come ad esempio è accaduto nel caso dei vaccini per il Covid. L'importanza di azioni urgenti grazie a un approccio multisettoriale che lavori sul fronte della salute umana, animale e della tutela ambientale è certamente una priorità che non si può più ignorare.

Antibiotico-resistenza minaccia nota da tempo

Andrzej Rys, Director Health systems, medical products and innovation Dg Sante della Commissione europea, ha rimarcato come l'epidemia da Sars-Cov-2 abbia colpito ogni ceto sociale, ogni Paese e non ha risparmiato nessuno. Ma la scienza può rispondere a simili minacce: c'è bisogno però di tempo, risorse e attenzione. L'Amr, invece, diversamente dal Covid, è una minaccia nota da tempo. Il direttore ha rimarcato il successo di avere finalmente inserito nella nuova strategia farmaceutica della Commissione il grande problema della resistenza antimicrobica. La Commissione, insieme a Efpia e Ema, proporrà ulteriori iniziative in questo settore, con l'obiettivo di un uso corretto degli antibiotici e per supportare lo sviluppo di una nuova generazione di medicinali. L'Hera incubator (European Health Emergency Preparedness and Response Authority), nato con la pandemia, sarà utilizzato anche per questo importante settore. Tutti questi fattori, ha sottolineato Rys, serviranno a collegare tutti i Paesi nella grande lotta che ci vede tutti uniti per salvaguardare la salute globale, perché il Covid ha brutalmente mostrato l'interdipendenza di tutti i Paesi. Ha anche aggiunto che gli Stati membri convergono sull'uso di alcuni fondi europei per finanziare diverse iniziative ed emergenze e la Commissione europea sta guidando questo enorme sforzo: l'Amr è un tema su cui i membri sono già impegnati.

La chiave è l'innovazione farmaceutica

Per Nathalie Moll, Direttore generale Efpia un punto chiave è il valore cruciale dell'innovazione farmaceutica, che si è palesato in modo chiaro nella lotta al Covid. Lo stesso scenario si propone anche per l'Amr. L'Ue può essere incredibilmente efficiente nel mettere a punto politiche comuni per l'affronto puntuale di minacce globali per la salute, supportando le competenze degli stati membri. Purtroppo, non c'è una unica soluzione che vada bene in tutti i casi, ci sono molti interlocutori e diverse politiche da indirizzare (educazione, sorveglianza, diagnosi). L'Amr Action fund nasce proprio per cominciare a offrire incentivi agli interlocutori del settore in attesa dell'implementazione della Pharma Strategy europea. Il direttore ha inoltre invitato la Commissione a promuovere il dialogo tra tutti gli attori del settore per un migliore sistema di incentivi e remunerazione e promuovere gli investimenti nella scienza, nella fiducia nei brevetti, nel problema del market exclusivity transfer e nel valore globale della lotta all'Amr. Il Covid - ha concluso Moll - ha mostrato l'efficacia e la forza del lavoro comune. È intervenuto anche Remko van Leeuwen, Ceo Madam Therapeutics e mebro del Beam Alliance Board, che si è soffermato con gli altri speaker sul modello del "Netflix subscription model", già usato negli Stati Uniti e che si sta sperimentando anche altrove, come ad esempio nel Regno Unito. Molti di noi utilizzano servizi di streaming online come Netflix per l'intrattenimento. Siamo disposti a pagare abbonamenti mensili, non importa quanti film guardiamo. Un "modello di abbonamento" simile potrebbe essere utilizzato anche per affrontare una grave minaccia per la salute globale come la resistenza agli antibiotici. Per affrontare l'Amr, questi nuovi medicinali vengono riservati come terapia di ultima linea per le infezioni più gravi e difficili da trattare. Di conseguenza, non solo competono con i farmaci più vecchi ed economici, ma hanno anche un utilizzo inferiore e vengono utilizzati per brevi periodi. Ciò significa che lo sviluppo non è commercialmente attraente perché quest'area è collegata a costi elevati e bassi rendimenti. Per stimolare lo sviluppo, nel dicembre 2020, il Regno Unito ha selezionato due antimicrobici da acquistare tramite il modello di pagamento in abbonamento in "stile Netflix". Il servizio sanitario nazionale pagherà in anticipo le aziende farmaceutiche per l'accesso a questi antibiotici, piuttosto che rimborsarli in base alla quantità venduta. Nei prossimi 12 mesi questi due prodotti saranno valutati da Nice (National Institute for Health and care Excellence). L'output di queste valutazioni determinerà i pagamenti degli abbonamenti che ciascuna azienda riceverà per il suo prodotto.

Nuove classi di antibiotici già in pipeline

Infine, Kevin Outterson, Executive Director Carb-X & Professor of Law, ha evidenziato come molte nuove classi di antibiotici siano già in pipeline mostrando risultati promettenti, ma che i progetti di ricerca affrontano grandi difficoltà. I costi sono altissimi, e solo pochi Paesi di fatto hanno sul mercato le ultime terapie, anche in Europa, nonostante l'Ema ne abbia approvato diverse. Per l'Executive Director occorrono nuovi modelli di mercato, in Europa, nei Paesi G7 e per tutto il mondo. Al momento al fondo Amr hanno aderito ad oggi non solo le industrie ma anche molte fondazioni e la Ecb (European Central Bank). L'obiettivo è quello di sviluppare 2 o 3 nuovi antibiotici entro il 2030. Inoltre, è stato avviato il network dei centri per i clinical trials grazie a Ema ed entro gennaio prossimo partirà il sistema regolatorio unificato europeo per i clinical trials per una migliore cooperazione internazionale, anche sul problema della resistenza antimicrobica.

Cristoforo Zervos
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