Sanità

nov152019

Antibiotico-resistenza, Iss: in leggero calo, ma valori ancora oltre la media Ue

Antibiotico-resistenza, Iss: in leggero calo, ma valori ancora oltre la media Ue

In Italia le percentuali di resistenza agli antibiotici sono più alte della media europea anche se con un trend in calo rispetto agli anni precedenti

In Italia, nel 2018, le percentuali di resistenza alle principali classi di antibiotici per gli otto patogeni sotto sorveglianza sono ancora più alte della media europea anche se con un trend in calo rispetto agli anni precedenti. Lo segnala l'Istituto superiore di sanità sulla base dei dati pubblicati in vista dell'imminente European Antibiotic Awareness Day (18 novembre 2019) e della World Antibiotic Awareness Week (18-24 novembre 2019).
«Purtroppo, il nostro Paese detiene il triste primato, nel contesto europeo, della mortalità per antibiotico-resistenza - dichiara Annalisa Pantosti, responsabile della Sorveglianza AR-ISS -. Infatti, dei 33.000 decessi che avvengono in Europa ogni anno per infezioni causate da batteri resistenti agli antibiotici, oltre 10.000 succedono in Italia. Gli ultimi dati disponibili - continua l'esperta - mostrano che i livelli di antibiotico-resistenza e di multi-resistenza delle specie batteriche sotto sorveglianza sono ancora molto alti, nonostante gli sforzi notevoli messi in campo finora, come la promozione di un uso appropriato degli antibiotici e di interventi per il controllo delle infezioni nelle strutture di assistenza sanitaria. In questo contesto, il Piano Nazionale di Contrasto dell'Antibiotico-Resistenza 2017-2020, rappresenta un'occasione per migliorare e rendere più incisive le attività di contrasto del fenomeno a livello nazionale, regionale e locale».


Percentuali di resistenza

Secondo i dati sugli otto patogeni sotto sorveglianza, le percentuali di resistenza alle cefalosporine di terza generazione (29%) e ai fluorochinoloni (42%) in Escherichia coli si sono confermate di gran lunga maggiori rispetto alla media europea, anche se in leggero calo rispetto agli ultimi anni. Si è osservata una diminuzione significativa nella percentuale di isolati di Klebsiella pneumoniae resistenti ai carbapenemi, che sono passati dal 37% nel 2016 al 30% nel 2018, mentre per E. coli, anche se il valore si è confermato molto basso (0,6%), è risultato in leggero aumento rispetto agli anni precedenti.
La resistenza ai carbapenemi è risultata frequente, anche se in diminuzione, nelle specie Pseudomonas aeruginosa (16%) e Acinetobacter (82%).
Per Staphylococcus aureus, la percentuale di isolati resistenti alla meticillina (MRSA) si è mantenuta stabile intorno al 34%, mentre incrementi significativi si sono riscontrati nella percentuale di isolati di Enterococcus faecium resistenti alla vancomicina, passata dal 6% nel 2012 al 19% nel 2018.
Per Streptococcus pneumoniae si è osservata una tendenza alla diminuzione sia per la percentuale di isolati resistenti alla penicillina che per quelli resistenti all'eritromicina.

Hanno partecipato alla Sorveglianza Nazionale AR-ISS 98 laboratori distribuiti su tutto il territorio nazionale (erano 55 nel 2017). Rispetto all'anno precedente è aumentata la copertura nazionale (dal 21% al 36%). Dai dati di copertura per Regione, emerge che la Sicilia è l'unica ad avere una copertura ancora molto bassa. Sei Regioni (Valle d'Aosta, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Toscana, Campania) e le Province Autonome di Bolzano e Trento hanno partecipato alla sorveglianza con le proprie reti regionali. Il 99% dei patogeni è stato ottenuto da sangue e l'1% da liquor. Nella maggiore parte degli isolati è stato isolato E. coli (38,3%), seguito da S. aureus (19,9%), K. pneumoniae (13,7%), E. faecalis (9,7%), P. aeruginosa (7,1%), E. faecium (5,4%), Acinetobacter spp. (3,2%) e S. pneumoniae (2,7%).
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