farmaci

dic192017

Anticoagulante orale, all'Ash i progressi nella prevenzione nel Tev oncologico

Anticoagulante orale, all’Ash i progressi nella prevenzione nel Tev oncologico
Nel corso del 59° Congresso annuale della Società americana di ematologia (American Society of Hematology, Ash), da poco conclusosi ad Atlanta, sono stati presentati i progressi raggiunti nell'ambito della prevenzione del tromboembolismo in pazienti oncologici. In particolare, è da segnalare la comunicazione dei risultati dello studio pilota di Fase III Select-D, di confronto fra lo standard terapeutico costituito da eparina a basso peso molecolare /Ebpm), rispetto a rivaroxaban, in pazienti con malattia oncologica attiva e tromboembolismo venoso (Tev). I risultati dimostrano un minor tasso di recidiva di Tev dopo 6 mesi di terapia con rivaroxaban (15 mg due volte/die per tre settimane seguito da 20 mg una volta/die per 6 mesi in totale), rispetto a Ebpm. Le percentuali di emorragia maggiore sono state basse in entrambi i gruppi, ancorché in numero superiore nel gruppo con rivaroxaban.

Lo studio Select-D fa parte del Programma di ricerca clinica "Callisto" che comprende 9 studi di valutazione dei benefici potenziali di rivaroxaban nella prevenzione e nel trattamento di embolia polmonare (Ep) e trombosi venosa profonda (Tvp) in pazienti con vari tipi di neoplasia, per ottenere nuove evidenze, al fine di una miglior gestione della trombosi associata a malattia oncologica. L'azienda produttrice della stessa molecola anticoagulante ad azione diretta sul fattore Xa, infine, ha inoltrato la domanda supplementare per l'autorizzazione all'impiego del farmaco in pazienti con coronaropatia e/o arteriopatia periferica alla dose di 2,5 mg bis/die in base ai risultati dello studio di fase III "Compass" e relativa a due nuove indicazioni: riduzione del rischio di eventi cardiovascolari maggiori come ictus, infarto del miocardio e mortalità per cause cardiovascolari in pazienti con coronaropatia (CAD) e/o arteriopatia periferica (PAD) cronica e riduzione del rischio di ischemia acuta agli arti in pazienti con arteriopatia periferica.
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