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apr272016

Anticoagulanti, studio dello Ieo: una promessa per la prevenzione tumori

Anticoagulanti, studio dello Ieo: una promessa per la prevenzione tumori
Esiste un legame di causa-effetto tra la coagulazione del sangue e lo sviluppo dei tumori. Lo dimostra uno studio condotto all'Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano e sostenuto dall'Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc). Questo rapporto meccanicistico apre la strada all'impiego dei farmaci anticoagulanti nella prevenzione tumorale. Che ci fosse una relazione tra coagulazione e tumori, in realtà, era noto da tempo: come riportano gli stessi autori dello studio, coordinati da Maria Rescigno, direttore del programma di Immunoterapia dello Ieo e docente di Biologia applicata all'Università statale di Milano, già nel 1865 Armand Trousseau aveva rilevato come i pazienti con tumori agli organi interni avessero un aumento di patologie tromboemboliche (Vte) [che costituiscono la seconda causa di morte nei pazienti affetti da cancro] così come pazienti con Vte spesso celassero tumori a carico di intestino, pancreas, polmoni. Questo fenomeno è noto come sindrome di Trousseau, «tuttavia» spiega Rescigno «non si riusciva a capire se l'aumento della coagulazione fosse una causa o un effetto della presenza di un tumore. Noi abbiamo osservato in modelli che sviluppano spontaneamente tumori intestinali come l'utilizzo di anticoagulanti può prevenire la formazione dei tumori, dimostrando che la coagulazione è uno dei fattori all'origine del processo di cancerogenesi».Inoltre si è dibattuto a lungo sul coinvolgimento del sistema immunitario, e in particolare dell'aumento dei neutrofili insieme all'ipercoagulabilità nella tumorigenesi. Con il presente studio, pubblicato su "Nature Communications", le tessere di questo complesso mosaico si combinano perfettamente. «Durante lo sviluppo di un tumore intestinale» afferma Silvia Guglietta, del dipartimento di Oncologia sperimentale dello Ieo e primo autore del lavoro «si osserva l'attivazione di neutrofili che innescano il processo di coagulazione il quale a sua volta li trasforma in cellule che favoriscono la formazione del tumore».Più in dettaglio, i ricercatori hanno evidenziato come l'oncogenesi intestinale spontanea sia correlata all'accumulo di neutrofili a bassa densità caratterizzati da un fenotipo N2 pro-tumorigeno e dalla formazione - da parte dei neutrofili attivati - di "trappole extracellulari" o Net (strutture di Dna condensato ricche di molecole ed enzimi antimicrobici). In particolare, si è visto che l'aumento in circolo di lipopolisaccaride causa una upregulation del recettore C3a del complemento sui neutrofili con attivazione della cascata del complemento. Ciò porta alla produzione di Net, induzione della coagulazione e polarizzazione N2 (ovvero avvio dei neutrofili verso il fenotipo pro-tumorigeno N2 [e non verso quello anti-tumorigeno N1]) che a sua volta promuove lo sviluppo di tumori: «ciò dimostra un nuovo collegamento tra coagulazione, neutrofilia e attivazione del complemento» rilevano gli autori. Infine, proseguono, in una coorte di pazienti con cancro dell'intestino tenue, si è riscontrata una correlazione tra neutrofilia e ipercoagulazione. Questi sono i meccanismi biomolecolari descritti nel lavoro, ma l'aspetto più importante è costituito dalle potenziali ricadute cliniche di questi risultati che, conclude Rescigno, «possono portare non solo allo sviluppo di un nuovo approccio terapeutico, ma anche al possibile utilizzo di marker della coagulazione e dell'attivazione dei neutrofili nella diagnosi precoce dei tumori associati ai fenomeni coagulativi come i tumori del pancreas o del piccolo intestino».

Arturo Zenorini
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