Farmaci e dintorni
17 Ottobre 2016Il Chmp ha rilasciato parere positivo per ranibizumab (Lucentis) per il trattamento di pazienti con compromissione visiva causata da Cnv associata a cause diverse dalla degenerazione maculare senile neovascolare o Cnv miopica. Lo rende noto Novartis che sottolinea come «se approvato dalla Commissione Europea (Ce), ranibizumab diventerebbe il primo trattamento approvato per questa patologia retinica rispondendo in tal modo a un importante bisogno medico disatteso. «Questo importante traguardo consolida il nostro impegno di lunga data nell'offrire soluzioni terapeutiche che migliorino gli esiti per i pazienti con problemi di vista in Italia», ha dichiarato Danny Bar Zohar, Direttore Medico, Novartis Italia. La domanda di approvazione è stata supportata dai dati provenienti dallo studio clinico MINERVA, sponsorizzato da Novartis, che ha dimostrato che il trattamento con ranibizumab ha determinato un aumento significativo di acuità visiva (pari a circa 10 lettere) a due mesi; questo guadagno è stato mantenuto fino al mese 12 dello studio, della durata complessiva di un anno.
«Lo studio Minerva» ha dichiarato Paolo Lanzetta, Direttore Clinica oculistica, Università di Udine, ha dimostrato l'efficacia di ranibizumab nel trattamento della neovascolarizzazione coroideale (Cnv) secondaria a cause diverse rispetto alla degenerazione maculare legata all'età e alla miopia. Sebbene ad incidenza più rara, questo tipo di CNV colpisce pazienti giovani e in età lavorativa con gravi conseguenze sulla vista e sulla qualità della vita. I risultati dello studio mostrano chiaramente da un lato l'efficacia di ranibizumab in questa serie di patologie associate a CNV e dall'altro la necessità di un trattamento il più possibile precoce al fine di ottenere i migliori effetti sull'acuità visiva dei pazienti. Ci auguriamo che presto ranibizumab sia disponibile anche per questa nuova indicazione». In genere la CE aderisce alle raccomandazioni del CHMP e fornisce la sua decisione definitiva entro due o tre mesi. La decisione sarà applicabile a tutti i 28 Stati Membri della Comunità europea, incluse Islanda e Norvegia.
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