Sanità

ott42018

Antitrust su Life120, Adi: decisione che tutela cittadini e professionisti

Antitrust su Life120, Adi: decisione che tutela cittadini e professionisti
La decisione dell'Antitrust sul sistema Life120 mette a riparo i cittadini da una cattiva informazione dannosa per la loro salute e che restituisce dignità alla scienza e a tutti i professionisti che lavorano a servizio di essa". Così Antonio Caretto, presidente Adi - Associazione italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica esprime piena soddisfazione per le sanzioni che l'Autorità garante della concorrenza e del mercato ha assegnato a Adriano Panzironi e ai professionisti che vendono e promuovono gli integratori alimentari "Life 120" attraverso il sito Internet Life120.it e la trasmissione televisiva "Il cerca salute", in quanto divulgatori d iinformazioni ingannevoli e non trasparenti.

«La decisione dell'Antitrust è per noi motivo di soddisfazione - dichiara Caretto - Una sentenza che mette a riparo i cittadini da una cattiva informazione dannosa per la loro salute e che restituisce dignità alla scienza e a tutti i professionisti che lavorano a servizio di essa. Mesi fa come ADI avevamo denunciato insieme ad altre società scientifiche il metodo Panzironi e chiesto al Ministero della Salute l'istituzione di un'Autorità di vigilanza che regolasse e sanzionasse il mercato delle diete propagandato attraverso i media e i social network».
«Siamo felici - continua Caretto - che l'Antitrust sia intervenuta, ma rinnoviamo l'invito alle istituzioni affinché rafforzino la sorveglianza oltre che sui media anche sui social network agendo con pesanti sanzioni su chi millanta metodi e consigli nutrizionali privi di dimostrazione scientifica e non conformi alle linee guida dell'Organizzazione mondiale della sanità».

Nei mesi scorsi l'Adi ha sollevato il dibattito sulle diete e le Fake news, unendosi al grido di allarme lanciato dalle società scientifiche di diabetologia e dalle associazioni di pazienti diabetici contro il metodo Panzironi che affermava di poter curare il diabete di tipo 1 con una dieta e una manciata di integratori, chiedendo al Ministero della Salute l'istituzione di un'Autorità di vigilanzache regolasse e sanzionasse il mercato delle diete propagandato attraverso i media e i social network.

«Dietro alla nutrition fake, ovvero i falsi programmi di dimagrimento che bombardano i social network si nasconde il più delle volte un business fatto di integratori, pillole e pasti sostitutivi privi di alcuna validità - aggiunge Barbara Paolini, vicesegretario ADI - Profili di giovani ragazze senza evidenti titoli di studio promuovono, attraverso immagini di dimagrimento miracolosi e testimonianze non verificabili, integratori o beveroni di vario genere e ricette "detox" poco equilibrate. È importante agire con forza anche su questi canali proprio perché utilizzati in prevalenza da giovani utenti».
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