farmaci

lug162012

Antivirali nell'Hiv: da terapia a profilassi dell’infezione

Secondo i ricercatori della Cochrane Collaboration, i farmaci antiretrovirali utilizzati per trattare i pazienti con Hiv sarebbero efficaci anche nel prevenire l’infezione nelle persone ad alto rischio

Secondo i ricercatori della Cochrane Collaboration, i farmaci antiretrovirali utilizzati per trattare i pazienti con Hiv sarebbero efficaci anche nel prevenire l’infezione nelle persone ad alto rischio. L’uso preventivo dei farmaci antiretrovirali nelle persone ad alto rischio di contrarre l’infezione, per esempio chi ha una relazione con partner infetto, o uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini, è detto profilassi di pre-esposizione (PrEP) ed è tuttora molto controverso. In primo luogo perché assumendo questi farmaci le persone sane potrebbero sviluppare una resistenza ai farmaci stessi, rendendo meno efficace un’eventuale terapia successiva. In secondo luogo per il timore di effetti collaterali gravi, quali tossicità renale e perdita di densità ossea. Gli autori della revisione hanno analizzato i dati di sei studi clinici che testavano dosi giornaliere di un antiretrovirale orale (tenofovir) con o senza l’aggiunta di emtricitabina. Questi due regimi sono stati confrontati con placebo o con regimi terapeutici diversi degli stessi farmaci (uso intermittente). In totale erano coinvolte circa 9.900 persone, comprese quelle delle categorie più a rischio. Quattro studi clinici hanno dimostrato che la combinazione tenofovir e emtricitabina  riduce il rischio di infezione da Hiv di circa la metà, passando da 37 persone su 1.000 che contraggono l’infezione tra i pazienti che non ricevono il trattamento in studio, a 19 su 1.000 che contraggono l’infezione ricevendo il trattamento. Gli altri due studi clinici hanno dimostrato che tenofovir da solo riduce il rischio di infezione da Hiv di quasi due terzi, passando da 26 persone che contraggono l’infezione su 1.000 che non assumono il farmaco, a 10 persone su 1.000 trattate. Uno dei ricercatori, Charles Okwundu del Centro di evidence based health care, presso l’università di Stellenbosch a Tygerberg, Sud Africa, commentando gli esiti positivi della revisione ha però invitato alla cautela «nell’affrontare il tema della prevenzione dell’Hiv è importante capire come la profilassi di pre-esposizione possa essere meglio integrata ai programmi esistenti, in quanto nessuna strategia presa singolarmente risulta efficace al 100%».

Cochrane Database of Systematic Reviews 2012, Issue 7. Art. No.: CD007189. DOI: 10.1002/14651858.CD007189.pub3.


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