Sanità

set162008

Anziani d’Europa con pochi farmaci

Secondo i dati elaborati dallo studio Ageing Well, condotto da IMS Health, l’accesso da parte degli anziani, ai farmaci innovativi che arrivano sul mercato europeo, non è uguale in tutti i paesi dell’Unione. E di quelli giunti sul mercato negli ultimi 10 anni, in media, meno della metà viene prescritto ai cittadini con più di 60 anni, come se l’Europa facesse maggior affidamento su molecole disponibili sul mercato da molto più tempo. Le percentuali sono ancora più basse negli Stati neo-membri dell'Unione Europea, infatti, se in Germania si può ottenere il 60% delle nuove molecole, in Estonia questa percentuale scende al 34%, anche se proprio gli Stati entrati da poco nell'UE sono quelli che hanno introdotto i farmaci innovativi più velocemente sul mercato, negli ultimi cinque anni. Secondo IMS Health, saranno proprio i cambiamenti demografici e i tentativi di equipararsi al resto d'Europa a trainare il mercato fino al 2030: in Italia, per esempio, si prevede una crescita dell'impiego di farmaci pari al 175%, dovuto anche all'aumento della vita media della popolazione. Le differenze nell'accesso ai farmaci, in particolare quelli che servono per trattare malattie tipiche della terza età, riflettono in gran parte i diversi approcci dei sistemi sanitari nazionali per affrontare la domanda. Ma i dati evidenziati da IMS Health mettono in luce inefficienze nell'utilizzo dei farmaci, caratterizzate da consumi eccessivi o troppo scarsi.
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