Sanità

mar72018

Aperture h24, molti oneri e poca affluenza. Giaccone: servono organizzazione e magazzino adeguati

Aperture h24, molti oneri e poca affluenza. Giaccone: servono organizzazione e magazzino adeguati
L'apertura di una farmacia in orario notturno (a battenti aperti) non implica solo una organizzazione dei turni dei dipendenti ma richiede anche una più onerosa gestione del magazzino per rispondere a obblighi maggiori rispetto alla sola apertura diurna e se l'affluenza non è alta, la scelta non è scontata. Per questo la diffusione di soluzioni h24 o di farmacie notturne non è per ora particolarmente elevata mentre sono più comuni aperture fino alle 21.30. La questione è stata sollevata da una lettera arrivata al Corriere di Torino pubblicata ieri nell'articolo "Perché a Torino ci sono solo tre farmacie notturne?" in cui una cittadina si chiede se sia normale che ci siano tre farmacie a battenti aperti di notte in città. E a rispondere è Mario Giaccone, presidente dell'Ordine dei Farmacisti della Provincia di Torino che sottolinea che «se fino alle 21.30 c'è un certo giro di persone, che magari escono tardi dall'ufficio o che si ricordano all'ultimo momento delle medicine, dopo le 10 di sera i clienti crollano. Da mezzanotte alle 8 del mattino avremo, in media, 60 persone che si rivolgono alle farmacie notturne, una ventina in ciascuna, talvolta meno. Con questa utenza, più punti vendita aperti la notte non riuscirebbero a sostenersi. Fuori Torino è già così. Dalle 24 alle 8 lavora il titolare. Non potrebbe mantenere un dipendente. Io capisco che il servizio svolto dalle farmacie è essenziale, ma si deve andare almeno in pari nel bilancio. Serve equilibrio». Il punto per Giaccone è che «tutte le farmacie sono vincolate ad avere in sede i medicinali obbligatori per legge, ma il magazzino di quelle notturne deve essere ancora più fornito». Come per esempio per i «salvavita». «Se io decidessi di far fare i turni notturni a tutte le farmacie cittadine, non è detto che le più piccole siano in grado di dispensare la totalità delle medicine richieste». Mentre, spiega, «la legge regionale prevede, per il nostro capoluogo, due possibilità: o almeno cinque farmacie notturne che facciano a turno o un numero anche inferiore di punti vendita ma con apertura notturna fissa. Noi abbiamo scelto questa seconda strada, che è anche la più comoda. In questo modo, il cittadino che ha bisogno sa sempre dove andare». Secondo quanto si legge, le aperture h24 non sembrano comunque numerose anche in altre città: «a Milano, i punti vendita aperti dalle 8 di sera alle 8 del mattino sono dieci su un totale di 423, cioè il 2,4%. A Roma, 27 su 749, tradotto il 3,6%. A Genova 2 su 215, lo 0,9%. A Torino va solo leggermente meglio: tre farmacisti su 279 sono operativi la notte, l'1,1%».

Francesca Giani
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