Sanità

mag62016

Apoteca Natura, Mercati: nuovo format di farmacia per competere con i capitali

Apoteca Natura, Mercati: nuovo format di farmacia per competere con i capitali
Un nuovo paradigma che non sia solo un'idea di farmacia ma una metodologia che parte dall'innovazione di significato e che cerca di delineare nuove modalità di rapporto strutturate con il consumatore, in una logica che andrà a definire una vera e propria customer journey. Questo il nuovo progetto presentato da Massimo Mercati, amministratore delegato di Apoteca Natura e direttore generale di Aboca, in occasione della tre giorni milanese che ha visto al centro il nuovo concetto di farmacia socio-sanitaria.

Dottor Mercati, perché l'esigenza di questo "corso-evoluzione", come lo avete definito?
Abbiamo presentato le linee guida di sviluppo del network Apoteca Natura che oggi già vede più di 700 farmacie tra Italia e Spagna e rispetto al quale si trattava un po' di delineare, insieme ai nostri farmacisti, quali saranno le strategie per il futuro soprattutto a seguito della recente acquisizione da parte di Apoteca Natura delle farmacie comunali di Firenze.

La vostra idea di farmacia è innovativa e va pian piano affermandosi...
Abbiamo in mente e stiamo realizzando un nuovo format della farmacia, insieme al Politecnico di Milano con cui collaboriamo. Abbiamo lavorato ad un nuovo paradigma che non sia solo un'idea di farmacia ma una metodologia che parte dall'innovazione di significato e cerca di delineare delle nuove modalità di rapporto strutturate con il consumatore, in una logica che andrà a definire una vera e propria customer journey.

Nello specifico cosa vuol dire essere una farmacia della rete Apoteca?
Il nostro obiettivo è quello di proporre una farmacia che si ispiri a nuovi metodi di category management e di aggregazioni in bisogni piuttosto che in merci, integrata con il sistema socio-sanitario e dove la professionalità è la chiave del posizionamento competitivo sul mercato. È quella che portiamo avanti ormai da anni insieme ai nostri affiliati, cioè quella di una farmacia specializzata innanzitutto sull'automedicazione, perché di Apoteca Natura bisogna leggere le due parole "apoteca" e "natura". L'idea nuova da portare a livello di format, è quella di caratterizzare la farmacia a partire da questi presupposti, facendola diventare punto di riferimento per la soluzione di problemi di salute, più che per la vendita di prodotti.

La farmacia dei servizi doveva muoversi in questa direzione. Secondo lei è decollata?
No, non è decollata affatto per varie ragioni. La domanda di salute, in farmacia, oggi viene vissuta come routine e questo è un approccio che non funziona. Noi vogliamo riproporre un modello in cui la salute è al centro.

Dopo le comunali di Firenze, vi espanderete con altre acquisizioni in Italia?
Credo di no, potranno anche esserci ma non è quella la posizione strategica. Guardiamo eventualmente all'estero dove l'acquisizione di qualche gruppo di farmacie potrebbe essere interessante per sviluppare il nostro format al di là dei confini nazionali.

Come vi posizionate rispetto all'imminente ingresso di capitali in farmacia?
Rispetto a questo credo che dovremo essere capaci di avere dei format forti per essere in grado di competere con i gruppi che arriveranno. Le grandi catene non ci fanno paura perché sono una cosa diversa da quello che noi vogliamo e stiamo realizzando. Riteniamo che con le grandi catene sia piuttosto difficile realizzare il percorso di gestione della persona che vogliamo fare noi e che è possibile fare grazie al ruolo del singolo proprietario che sul territorio è un asset fondamentale.


Rossella Gemma
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