Sanità

ott92020

Approvvigionamento vaccini anti-flu. Indagine Cittadinanzattiva: solo 10 regioni rispondono. Valuteremo ricorso al Tar

Approvvigionamento vaccini anti-flu. Indagine Cittadinanzattiva: solo 10 regioni rispondono. Valuteremo ricorso al Tar

Solo 10 Regioni hanno risposto alla ricognizione di Cittadinanzattiva sulle modalità di approvvigionamento dei vaccini antinfluenzali: variabilità sull'incremento delle dosi e sulle date di aggiudicazione delle gare

Sono solo 10 le Regioni che hanno risposto alla ricognizione, avviata da Cittadinanzattiva a settembre, sulle modalità di approvvigionamento al livello regionale dei vaccini antinfluenzali: variabilità sull'incremento delle dosi, dalla Puglia con +320" alla Campania con +20% e sulle date di aggiudicazione delle gare, alcune indette ad aprile altre si concluderanno entro il 12 ottobre. Questo alcuni dati raccolti dall'associazione nell'ambito dell'indagine civica annunciata a settembre. Delude il numero delle Regioni rispondenti: hanno fornito una risposta sui contenuti alla data del 7 ottobre 2020: Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Marche, Puglia, Sicilia, Toscana, Umbria, Valle d'Aosta.
«È molto grave che solo 10 Regioni abbiano risposto alla nostra richiesta di accesso civico - ha commentato il segretario generale di Cittadinanzattiva, Antonio Gaudioso - in particolar modo in questo periodo, in cui ci sarebbe bisogno della massima trasparenza, anche per fugare dubbi su chi ha affrontato la necessità di approvvigionarsi in tempo di vaccini anti influenzali, e poter intervenire prontamente a supporto delle popolazioni delle regioni in cui questo non sia ancora avvenuto, o sia avvenuto solo parzialmente. Nei prossimi giorni valuteremo tutte le possibili azioni da mettere in campo per far rispettare il "sacrosanto" diritto di accesso dei cittadini a queste informazioni fondamentali, non escludiamo di ricorrere al Tar».

Ecco le risposte delle regioni: i dati salienti su gare e dosi

Le regioni che però hanno fornito una risposta sui contenuti alla data del 7 ottobre 2020 sono state in tutto dieci, esattamente la metà, e sono: Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Marche, Puglia, Sicilia, Toscana, Umbria, Valle d'Aosta. Tra i dati più significativi che emergono dall'indagine vi è senza dubbio quello relativo alle date di aggiudicazione delle gare: le regioni che hanno risposto hanno indetto gare tra aprile (Lazio, Puglia, Campania, Emilia) e settembre (Abruzzo dove la prima gara su vaccino tetravalente era andata deserta) e chiuso tra maggio e settembre. In Abruzzo si registra qualche ritardo per lo pneumococco poiché la gara deve essere ancora espletata e si concluderà entro il 12 ottobre. Altri dati di particolare rilievo riguardano gli incrementi delle dosi di vaccino per l'anno 2020-2021 rispetto al 2019-2020. Vi sono regioni che mostrano incrementi di dosi notevoli come il Lazio + 112%, la Puglia 320%, la Sicilia, 65%, la Toscana 68% Altre mostrano incrementi meno marcati come la Campania +20% e l'Emilia che comunque prevede un possibile ulteriore 20%. In tutte le regioni l'avvio della campagna vaccinale è prevista tra il 1 ottobre ed il 15 ottobre, in molti casi la campagna sarà estesa fino al 31 gennaio 2020, in linea con quanto suggerito dalla Circolare ministeriale.

Fasce di soggetti aventi diritto alla vaccinazione

In merito alle richieste relative a categorie target quasi tutte le regioni applicano pedissequamente quelle stabilite dalla circolare ministeriale 4 giugno 2020. L'Abruzzo non fornisce questa risposta, altre regioni hanno normato più nel dettaglio le categorie target. La Sicilia, ad esempio, ha esteso ai contatti stretti di bimbi fino a 6 mesi e una nota specifica per i soggetti eni (europei non iscritti come i rom) e gli extracomunitari oltre ad introdurre l'obbligo vaccinale per il personale sanitario pena l'inidoneità temporanea all'attività. La Toscana presta particolare attenzione ai soggetti ricoverati in rsa e strutture di lungodegenza La Sicilia e la Valle D'Aosta estendono la copertura alle donne in gravidanza, in qualsiasi trimestre. Il Lazio aveva reso obbligatoria la vaccinazione per il personale sanitario ma il Tar ha abolito questa parte dell'ordinanza.

Modalità di accesso alla vaccinazione e agevolazioni al cittadino

Rispetto alle misure volte ad agevolare l'accesso, le regioni hanno previsto molte disposizioni:
- La Sicilia estende gli orari di apertura dei centri vaccinali sia di mattina sia di pomeriggio e il sabato almeno nella fase iniziale, prevede l'effettuazione della vaccinazione all'atto della dimissione dalle strutture sanitarie e la co-somministrazione anti-pneumococcica e antinfluenzale, provvedimento previsto anche in Umbria.
- la Campania prevede l'istituzione di Truck itineranti a supporto dei Mmg;
- il Lazio prevede l'apertura di Drive in, postazioni mobili, vaccinazioni in farmacia, l'organizzazione del vaccination day nelle scuole, ospedali, eventi sportivi, si prevede, l'istituzione di equipe vaccinali itineranti;
- le Marche prevedono la possibilità di spostare i centri vaccinali in Auditorium- Palazzetti per permettere di erogare nel rispetto delle norme Covid-19 un grande numero di vaccini in poche ore-giorni;
- la Toscana mette a disposizione i locali delle aziende sanitarie a titolo gratuito alla medicina generale;
- Emilia-Romagna la possibilità di usufruire di strutture capienti come palestre e strutture sportive;
- Valle D'Aosta oltre a siglare accordi specifici con i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta volti ad incentivare la vaccinazione attraverso queste figure, ha anche previsto dei poli vaccinali messi a disposizione dall'Azienda Usl della Valle d'Aosta, in cui saranno presenti i medici della struttura di Igiene e sanità pubblica del dipartimento di prevenzione.
Infine, in merito alle misure per fronteggiare una possibile carenza per i soggetti non a rischio le regioni hanno risposto che avvieranno le misure previste dall'Intesa siglata tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano che prevede l'impegno da parte delle Regioni di garantire una quota minima dell'1,5% di vaccini da redistribuire alle farmacie. L'Emilia-Romagna prevede di aumentare la quota al 3% (36.000 dosi) se fosse necessario. Il Lazio potrebbe aumentare la quota al 5% (120.000 dosi).
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