Galenica

nov242017

Arnica, Centella e Ippocastano, come preparare lotti di gel officinali

I gel a base di tinture madri, grazie alla monografia presente nella farmacopea omeopatica tedesca, sono tra le preparazioni officinali che possono essere allestite anche come lotto dal farmacista

Arnica, Centella e Ippocastano, come preparare lotti di gel officinali
Grazie alla monografia presente nella farmacopea omeopatica tedesca, i gel a base di tinture madri si possono allestire anche come lotto, le uniche limitazioni in tal senso sono che la somma delle percentuali delle tinture madri impiegate (una o più) non può superare la percentuale del 10% e che non vi possono essere altri principi attivi o estratti fluidi. Per la formulazione del gel si possono utilizzare o basi già pronte, oppure, con un po' di impegno in più, basi gel allestiti al momento in laboratorio a partire dai singoli eccipienti.
Un primo esempio in tal senso è il "classico" gel a base di arnica.

Dell'arnica abbiamo recentemente parlato in un articolo nella sezione "Fitoterapia", per sfruttare le proprietà antiinfiammatorie della tintura madre, ecco un esempio di formulazione:
Materiali: bilancia, 2 becher, bacchetta di vetro, spatola, agitatore magnetico, piastra riscaldante, pHmetro, occhiali protettivi
Arnica montanaTM 10g
Carbomer 940 0.1g
Propilenglicole 5 g
Sodio idrossido soluzione 10% qb a pH 6-6,5
Nipagina 0.03g
Nipasolo 0.07g
Acqua preservata qb a 100g
In un becher si solubilizzano 10g di sodio idrossido in 100g di acqua depurata, con adeguati ausili protettivi per evitare il contatto della soluzione con occhi o altre parti esposte del corpo.
Portati ad ebollizione 60g di acqua depurata, si solubilizzano la nipagina ed il nipasolo. Una volta raffreddata, si disperde sotto costante agitazione (spatola o agitatore magnetico) il carbomer 940 e si aggiunge il glicole propilenico. In questa fase si cerchi di limitare al minimo la quantità di aria inglobata. Lasciato riposare per alcune ore, mescolando di tanto in tanto per consentire la fuoriuscita delle bollicine di aria inglobate, si procede quindi alla neutralizzazione del carbomer con la soluzione di sodio idrossido, aggiunta goccia a goccia sotto costante agitazione (in questo frangente si consiglia di utilizzare la spatola, visto il repentino aumento di viscosità) e con costante controllo del pH. Nel gel così formato si aggiunge la tintura madre di arnica e si porta a peso con acqua preservata, sempre sotto costante agitazione.
L'aggiunta della tintura madre si consiglia venga effettuata dopo la neutralizzazione del carbomer per evitare che la base forte possa interferire con i principi attivi vegetali. Infatti, se si invertono le fasi (prima si aggiunge l'arnica e poi si neutralizza) è vero che il gel può risultare più limpido ma è anche vero che si osserveranno variazioni di colore della tintura madre ad ogni aggiunta di sodio idrossido.

Un'altra formulazione può vedere impiegate tintura madre di centella e di ippocastano. Queste due tinture madri svolgono la loro azione a livello dei vasi sanguinei. Delle proprietà sull'insufficienza venosa dell'ippocastano abbiamo discusso, anche in questo caso, in un precedente articolo sulla sezione "Fitoterapia". La centella, dal canto suo, aumenta il tono venoso basale, stimolano la produzione di collagene e di fibronectina e riducendo contestualmente la produzione di fibrina che, formando un manicotto attorno al vaso ostacola la normale nutrizione e funzionalità delle cellule membrana vasale.

In questo caso, utilizzeremo un altro esempio di gel, a base di idrossietilcellulosa e la somma delle due tinture madri non potrà superare complessivamente il 10%.

Esempio di formulazione:
Materiali: bilancia, 2 becher, bacchetta di vetro, spatola, piastra riscaldante
Centella asiaticaTM 5g
Aesculus hippocastanumTM 5g
Idrossietilcellulosa 2,5 g
Glicerolo 85% 5 g
Nipagina 0.03g
Nipasolo 0.07g
Acqua preservata qb a 100g

Portati ad ebollizione 60g di acqua depurata, si solubilizzano la nipagina ed il nipasolo. Una volta raffreddata, si aggiunge il glicerolo. Si aggiungono le tinture madri. Agitando lentamente ed in immersione (senza quindi mai estrarre la spatola) si versa a pioggia l'idrossietilcellulosa, per ridurre al minimo l'aria inglobata di aria ed evitare la formazione di nuclei gelificati di idrossietilcellulosa di difficile dispersione.

Se presenti bollicine di aria, si lascia riposare per alcune ore agitando di tanto in tanto.
Si raccomanda di prestare particolare attenzione alla miscela di conservanti quando si utilizza idrossietilcellulosa, poiché questa è un buon terreno per lo sviluppo batterico.

Luca Guizzon
Farmacista esperto di fitoterapia e Responsabile del laboratorio galenico di Farmacia Campedello

Fonti:
Manuale delle preparazioni Galeniche, Bettiol
Fitoterapia, Capasso
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