Farmacista33

mar22011

Italiani poco informati sull’epatite C

In Italia è una patologia che colpisce due milioni di persone e sono 10 mila i pazienti che muoiono a causa delle sue conseguenze. Eppure nella popolazione italiana sono davvero poche le informazioni sull’epatite C, considerata una malattia come tante altre di cui non si conoscono bene le modalità di contagio. Il dato emerge dall’indagine "Epatite C percezione e conoscenza", commissionata da Donneinrete Onlus e Women in Hepatology e condotta da Swg e Health Communication, presentata a Roma alla Camera dei Deputati. Solo un intervistato su cinque conosce la reale diffusione dell’infezione e molti, anche se vivono da vicino la patologia, non sanno dire quale sia stata la fonte di contagio. Per contro, si continuano a temere le trasfusioni e i contatti con persone infette. Ma nonostante ciò, è meno temuta della demenza senile e della ben più rara sclerosi multipla. Per rispondere a questi vuoti di informazione, Donne in Rete e Women in Hepatology promuoveranno attraverso la stampa, portali web, radio e tv una campagna sociale dal titolo "Per salvare il fegato non ci vuole fegato. Solo un test". La campagna di sensibilizzazione non è a caso promossa da associazioni di donne, come spiega Rosaria Iardino, presidente di Donneinrete: «Ci sono tre elementi particolarmente critici che suggeriscono una attenzione speciale all'universo femminile. Il primo è la tradizionale minore attenzione delle donne a prendersi cura della propria salute. Il secondo elemento riguarda il problema dell'alcolismo. Un abuso che quando interessa le donne rimane celato tra le mura domestiche. Il terzo elemento è dato dal fatto che l'infezione da Hcv può avere ripercussioni al momento della gravidanza e del parto, aspetto di cui le donne devono essere consapevoli».


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