FARMACI E DINTORNI

mag102011

Artrite reumatoide, coi biologici si risparmia

Un più ampio utilizzo dei farmaci biologici per la cura dell'artrite reumatoide consentirebbe di affrontare minori costi, almeno in termini sociali. È la conclusione di uno studio della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. Infatti, sottolineano gli esperti, l'utilizzo dei farmaci biologici «se da un lato, incrementerebbe la dimensione dei costi diretti sanitari, dall'altro potrebbe portare a una contrazione della spesa relativa ai costi diretti non sanitari (come l'assistenza informale) e ai costi indiretti (perdita di produttività e giornate di lavoro di pazienti e caregivers). L'esperienza della Francia» aggiungono «in cui i farmaci biologici vengono somministrati al 15-20% dei pazienti, contro il 7% dell'Italia, è emblematica». Sono circa 300 mila gli italiani che soffrono di artrite reumatoide e costano al sistema pubblico circa 3 milioni e 400 mila euro all'anno, tra costi diretti e indiretti. La stima ha dimostrato con chiarezza, ha spiegato il coordinatore della ricerca Giuseppe Turchetti, docente di Economia e Gestione delle Imprese, «che la componente strettamente sanitaria della gestione dell'artrite reumatoide pesa per il 21% sul totale dei costi sociali associati alla malattia, mentre la maggioranza dei costi sanitari e sociali gravano principalmente sui pazienti, sulle loro famiglie e sul sistema economico-produttivo».


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