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dic62018

Artrite reumatoide, rimborsabile innovativo a rapida azione e formulazione orale

Artrite reumatoide, rimborsabile innovativo a rapida azione e formulazione orale
Agiscono bloccando in modo selettivo l'azione di alcuni enzimi della famiglia "Janus chinasi", coinvolti nell'attivazione dei processi infiammatori, così da ottenere un rapido miglioramento di segni e sintomi già alla seconda settimana di trattamento di varie malattie autoimmuni, come l'artrite reumatoide (Ar). Sono gli inibitori Jak (Janus activating kinases), o Jaki, di cui si è parlato di recente in un incontro a Milano. Il capostipite internazionale di questa nuova classe di farmaci, tofacitinib, è stato recentemente approvato dall'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) in regime di rimborsabilità per il trattamento dell'Ar in fase attiva da moderata a severa in associazione con metotrexato (Mtx) in pazienti adulti che hanno risposto in modo inadeguato o sono intolleranti a uno o più farmaci modificanti la malattia.

«L'innovazione terapeutica consiste nel fatto che tali inibitori sono in grado di bloccare contemporaneamente numerose citochine rispetto ai farmaci biologici costituiti da anticorpi monoclonali che inibiscono una citochina alla volta» afferma Roberto Caporali, docente di Reumatologia all'Università di Pavia e responsabile della "Early arthritis clinic" della Fondazione Irccs Policlinico San Matteo di Pavia.
«Le Janus chinasi sono enzimi situati all'interno delle cellule, essenziali per lo scambio di informazioni tra l'esterno e l'interno della cellula stessa; internamente alla cellula, permettono il trasferimento di informazioni indotte da una molecola esterna che stimola il proprio recettore, situato sulla superficie esterna della cellula» prosegue Caporali. «Si tratta di quattro diverse molecole che, a coppie, sono in contatto con la parte del recettore che si trova all'interno della cellula e che attivano a loro volta altre proteine (Stat) in grado di entrare nel nucleo e rendere il segnale attivo. Nel caso dell'infiammazione, queste molecole esterne (citochine) attaccano la cellula e si legano al proprio recettore, il quale scarica l'informazione attraverso l'attivazione delle Janus chinasi che attivano il sistema Stat che a sua volta fornisce le informazioni al nucleo della cellula per produrre molecole che inducono e perpetuano l'infiammazione». Gli inibitori Jak «sono in grado di legarsi alle Janus chinasi e, tramite questo legame, impediscono che esse si attivino e che trasmettano segnali dall'esterno della cellula all'interno di essa» prosegue Caporali. «La particolarità è che ne esistono 4 tipologie (Jak1, Jak2, Jak3 E Tyk2) collegate al recettore in coppia e che le coppie possono essere diverse».

In particolare, tofacitinib può anche essere somministrato in monoterapia in caso di intolleranza a Mtx o quando quest'ultimo non è appropriato. Questo farmaco, riprende Caporali, «è dedicato prevalentemente all'inibizione di Jak 1 e Jak 3. Tra le sue caratteristiche vantaggiose, si possono citare la rapidità di azione e la capacità di controllare sintomi particolarmente fastidiosi, tra cui l'astenia e il dolore articolare». Nelle linee guide Eular gli inibitori Jak si posizionano allo stesso livello dei farmaci biologici, ovvero trovano indicazione in prima battuta quando fallisce la terapia con i farmaci sintetici, in particolare Mtx, o al fallimento della terapia biologica se sono presenti fattori prognostici negativi.
«Sappiamo bene che al momento una terapia che consente una guarigione vera e propria non c'è» afferma Silvia Tonolo, presidente Anmar (Associazione Nazionale Malati Reumatici). «I nostri bisogni terapeutici insoddisfatti più urgenti sono proprio l'ingresso di nuovi farmaci che possano essere somministrati a tutti i pazienti in tempi molto precoci rispetto all'esordio della malattia. I farmaci orali, oltre ad agire rapidamente sul dolore, aspetto fondamentale per noi pazienti al fine di gestire la patologia nell'ambito della quotidianità, favoriscono sicuramente l'aderenza terapeutica; il fatto di poterli portare con sé al lavoro o in viaggio, di non usare aghi che impauriscono o creano disagi, rappresenta un beneficio che influisce positivamente sulla nostra qualità di vita» aggiunge Tonolo.
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