farmaci

ott222015

Aspirina, in studio il potenziale effetto prevenzione su recidive tumore

Aspirina, in studio il potenziale effetto prevenzione su recidive tumore
Ha preso il via in Gran Bretagna la più grande sperimentazione per capire se l'aspirina (acido acetilsalicilico) è in grado di prevenire le recidive dei tumori. Lo studio coinvolge circa 11mila persone che sono state curate o sono tuttora in cura perché colpite da tumore al seno, alla prostata, al colon, allo stomaco o all'esofago e gli autori sperano di poter fornire evidenze scientifiche sulle proprietà anticancro dell'acido acetilsalicilico, tuttora indimostrate ma oggetto negli ultimi anni di un vivace dibattito medico. «Ci sono stati alcuni studi che hanno evidenziato la possibilità che l'aspirina possa impedire che un tumore ritorni - ha spiegato la coordinatrice dello studio, Ruth Langley dello University College di Londra - ma finora non è mai stato allestito uno studio randomizzato per averne una prova certa e definitiva. Questo trial mira a rispondere a questa domanda una volta per tutte; se troveremo che l'aspirina davvero ferma il ritorno di un tumore, questo potrebbe cambiare il futuro delle terapie, fornendo un modo semplice ed economico per fermare le recidive e aiutare un maggior numero di individui a sopravvivere al cancro».

Si tratta della fase 3 del trial Add-Aspirin e vede la collaborazione di oltre cento centri in tutto il Regno Unito, per una durata prevista fino a dodici anni. Durante lo studio, finanziato da Cancer Research UK e dal Nihr, l'ente di ricerca che opera sotto il cappello del servizio sanitario nazionale, i pazienti assumeranno una pastiglia al giorno per cinque anni. A seconda del gruppo in cui sono stati inseriti, la pastiglia conterrà placebo oppure aspirina in dosaggi differenti e alla fine della sperimentazione verrà effettuata un'analisi statistica sulle percentuali di recidive riscontrate. Fiona Reddington di Cancer Research UK ritiene che questo studio sia «particolarmente rilevante perché le recidive tumorali sono spesso più difficili da trattare rispetto alla prima comparsa del cancro». Gli scienziati ammoniscono però i pazienti a non provare a curarsi da soli con l'aspirina, ricordando i possibili effetti collaterali, talvolta gravi, connessi a un uso non controllato del farmaco.

Renato Torlaschi
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